Università distrutta, l'appello accorato di Di Orio

“Qui è una tragedia di dimensioni inenarrabili. C’è assoluto bisogno di aiuto da parte delle istituzioni. L’ateneo è praticamente distrutto. Le strutture sono tutte gravemente danneggiate e non abbiamo un’altra sede dove trasferire i nostri 27.000 studenti”.
L’appello accorato è del rettore dell’Università de L’Aquila, Ferdinando Di Orio. L’ateneo è rimasto gravemente danneggiato dal terremoto che ha colpito il capoluogo abruzzese la notte tra il 5 e il 6 aprile: “Bisogna pensare al futuro di questi ragazzi – ha sottolineato Di Orio -, dobbiamo darci da fare per ricostruire tutto, così da poter dare un futuro ai nostri studenti. Per riuscirci serve però l’aiuto di tutti: le istituzioni in testa”.
Non tarda ad arrivare la partecipazione degli altri atenei. La Crui infatti, oltre ad esprimere profondo cordoglio e viva partecipazione per le popolazioni colpite dal sisma, ha istituito il fondo “Università Emergenza Terremoto” e ha fatto appello agli atenei e al personale docente e tecnico amministrativo delle università italiane perché partecipino ad una raccolta di risorse per la ricostruzione degli edifici colpiti dell’ateneo de L’Aquila.
I dettagli del conto corrente su cui versare il proprio contributo verranno comunicati tempestivamente sul sito www.crui.it. Solidarietà e offerta di aiuto concreto all’università abruzzese sono arrivate anche da Camerino: l’Unicam ha aperto una sottoscrizione in favore dell’Ateneo aquilano.

Total
0
Shares
Lascia un commento
Previous Article

UDU e AU: ospitalità agli studenti sfollati

Next Article

Meloni con Mtv per i giovani dell'Abruzzo

Related Posts
Leggi di più

La versione di Seneca, talebani e Martin Luter King: ecco le tracce più scelte dalle scuole per la seconda prova della maturità

Ieri i 520mila studenti che hanno svolto la seconda prova dell'esame di maturità hanno impiegato in media tra le 4 e le 6 ore. Seneca e Tacito i più gettonati nei licei classici. I risultati avranno un peso minore rispetto al passato (solo 10 su 100). Il ministro Bianchi: "L'anno prossimo torneremo alla vecchia impostazione ma disponibile ad introdurre ulteriori novità".