Univaq: nuovo campus in 18 mesi

“Opere concrete in tempi certi”: questo il motto per ricostruire e per far ripartire a pieno regime il motore economico nel capoluogo abruzzese del post terremoto. L’Università degli Studi dell’Aquila con i suoi 27 mila studenti iscritti – quasi un terzo della popolazione residente – rappresenta senza dubbio la prima azienda cittadina. Una realtà preziosa per il territorio su cui il sisma si è abbattuto in maniera violenta, lasciando solo il 20% di edifici inagibili.
Ma non manca la voglia di tutti gli addetti ai lavori di ricominciare. Basteranno 18 mesi per realizzare il nuovo campus universitario, ubicato su una superficie di circa 20 mila metri quadrati (di cui 11 mila utilizzabili per la costruzione) proprietà della Cassa di Risparmio dell’Aquila.
La struttura, da costruire a Cansatessa, sarà composta da tre palazzine da quattro piani l’una che ospiteranno aule e uffici accademici e costituiranno un punto di riferimento per tutto il polo universitario di Coppito che è situato a poche centinaia di metri di distanza.
«Non ci siamo mai fermati – ha commentato il rettore dell’Aquila, Ferdinando di Orio – All’indomani del terremoto abbiamo preso atto della distruzione di Palazzo Carli, la nostra antica sede centrale, e ci siamo trasferiti in un blocco a Coppito. Abbiamo creato una struttura provvisoria recuperando i computer centrali nel nostro centro di calcolo, anche contro il parere della Protezione Civile».
L’intervento sembra mettere definitivamente da parte le polemiche e gli attriti degli scorsi mesi tra le due istituzioni. «Questa situazione – ha commentato il direttore generale della Carispaq, Rinaldo Tordera – ci ha fatto ritrovare un’amicizia con l’ateneo e ha messo in luce che quando ci sono istituzioni radicate sul territorio, ricominciare non è impossibile. Andremo avanti anche con il progetto di ricostruzione dei locali dell’ex San Salvatore e torneremo a dare agibilità alla sede di Roio».
Resta aperto il discorso delle residenze universitarie, considerando che le due case del centro storico (via XX settembre e il Collegio dei Gesuiti) sono distrutte o gravemente danneggiate. A tal proposito, il sindaco Massimo Cialente si è detto favorevole alla proposta del premier Silvio Berlusconi di sfruttare le costruzioni modulari nelle periferie come future residenze universitarie.

Manuel Massimo

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