Un esercito di 8 mila docenti universitari invade i Rettorati: "No al blocco degli stipendi"

Un esercito di docenti universitari: 8 mila, provenienti da 65 Atenei in tutto il paese, ieri, hanno invaso pacificamente gli uffici dei rettorati per chiedere ai vertici delle istituzioni accademiche di appoggiarli nella rivendicazione contro il blocco degli scatti stipendiali che colpisce la categoria dal 2011 ed è stato confermato anche per l’anno in corso.
“Gli scatti sono stati di nuovo bloccati a partire dal 1° gennaio di quest’anno, per il quinto anno consecutivo, mentre a tante altre categorie del pubblico impiego (tra gli ultimi i loro Colleghi del CNR) il blocco è stato via via revocato – spiegano i professori in un comunicato – Ormai i Docenti Universitari sono l’unica categoria per la quale tale blocco permane per il 2015”.
Nessuna rivendicazione economica per quel che riguarda i precedenti quattro anni di blocco, ma la richiesta di far ripartire la progressione stipendiale a partire dall’anno in corso. Ai rettori, i diversi gruppi di docenti hanno consegnato una lettera in cui chiedono il loro diretto coinvolgimento per far pressione su Governo e Ministero dell’Istruzione, paventando persino un’eventuale dimissione di massa di tutti i rettori delle Università italiane nel caso in cui le richieste non dovessero essere considerate.
“E’ un segnale molto brutto per la società – spiega la professoressa Cavalli dell’Università di Pisa – sembra infatti che i docenti siano considerati una categoria improduttiva dalla quale attingere e alla quale imporre impunemente ogni sacrificio. Ovviamente non siamo d’accordo e aderiamo a questa iniziativa nazionale”.

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