Udu sfida governo: aperta "vertenza L'Aquila"

udu.jpgIl Congresso nazionale dell’Unione degli universitari, svoltosi dal 29 al 31 maggio a Fiuggi, ha approvato l’apertura della «vertenza L’Aquila». Tre i temi su cui puntare per far ripartire l’ateneo colpito dal sisma: contrastare lo sciacallaggio di altre università verso quella aquilana, garantire borse di studio e richiedere la scuola della Guardia di Finanza come sede a partire da dopo il G8.
«Tale struttura», ha spiegato Luca Santilli, «è l’unica realmente in grado di garantire un numero adeguato di alloggi agli studenti. La domanda è sempre la stessa: se può ospitare il G8 perché non gli studenti universitari?»
Lo studente aquilano Tino Colacillo, inoltre, è stato eletto membro dell’esecutivo nazionale. Per evitare lo sciacallaggio, secondo l’Udu, «i crediti e le modalità di trasferimento vanno concordate con l’ateneo dell’Aquila». Questo per evitare che «si inneschi un vero e proprio mercato al ribasso per “attrarre” gli studenti aquilani. Per questo è fondamentale che le Conferenze dei Presidi e la Crui approvino modalità di riconoscimento crediti uniformi sul territorio nazionale e solo concordandole con il nostro ateneo».
Inoltre, l’Udu nazionale si impegna ad aprire una vertenza con il ministero di Istruzione, Università e Ricerca «affinché sia garantita agli studenti idonei e agli idonei non beneficiari per insufficienza di fondi la borsa di studio per l’anno accademico corrente e la conferma dell’idoneità per il prossimo, a prescindere dai criteri di merito». Per fare questo sarà necessario anche eliminare la verifica ex-post dei crediti per gli iscritti ai primi anni di triennali e specialistiche, requisiti altrimenti indispensabili per non restituire la borsa.

Manuel Massimo

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