Test d’accesso alle scuole superiori: è polemica

test d'accesso a scuola

“Inorriditi e preoccupati”. È questa la reazione degli studenti dopo la notizia della possibile introduzione di test d’accesso a numero programmato anche per quanto riguarda gli istituti superiori.

In effetti alcuni istituti nei mesi scorsi hanno sottoposto agli studenti una prova che comprendeva domande di matematica, italiano, inglese e tedesco, con alcuni quesiti di logica e musica. Il tutto destinato agli studenti della terza media che dovevano scegliere di lì a breve il proprio futuro scolastico. E il sistema sembra avere successo: già a Mantova, presso l’Istituto tecnico Fermi, si vedono i primi risultati. Stesso discorso per Torino, dove il liceo europeo Altiero Spinelli propone il test – addirittura – dal 2007, e con una selezione ancora più dura: chi vuole iscriversi già alla prima media dello Spinelli deve conoscere almeno due lingue straniere, pronomi personali e aggettivi possessivi. A soli 10 anni. E chi non supera il test? Avrà il tempo per pensare a qualche altro istituto.

La preside commenta amara: “Siamo costretti a farlo. Purtroppo non abbiamo spazio. Condividiamo l’edificio con altre scuole. Almeno cerchiamo di dare criterio e logica alla nostra selezione”.

Dal Ministero dell’Istruzione parlano di “test discutibili”. La Cgil scuola, dal suo canto, attacca: “Siamo pronti a denunciare le scuole che allestiscono test d’ingresso per le prime superiori. Siamo in piena scuola dell’obbligo e ogni criterio meritocratico, qui, è solo un danno per gli alunni”.

Duri anche i commenti da parte degli studenti: “Siamo inorriditi e molto preoccupati. – incalza Daniele Lanni, portavoce nazionale della Rete degli Studenti – . Un qualsiasi test che ponga dei limiti alle iscrizioni alle scuole superiori che, lo voglio ricordare, sono scuole dell’obbligo è una follia e assolutamente incostituzionale”.

“I test di iscrizione nelle scuole, tanto quanto il contributo volontario, sono l’ennesima barriera che si sta pericolosamente diffondendo con l’obiettivo di recintare l’istruzione per tutti – dichiara in una nota Roberto Campanelli, dell’Uds – Non si può permettere che l’assenza strutturale di fondi alla scuola, le trasformi in luoghi della selezione e non dell’emancipazione per tutti”.

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