Telecamere a scuola, i presidi: "Nessun fondo, pagheranno i genitori degli studenti"

L’interno di una classe durante il primo giorno di scuola al liceo Newton di Roma, oggi 12 settembre 2011 a Roma. ANSA/ALESSANDRO DI MEO

La videosorveglianza e i rilevatori di impronte digitali, previsti da un emendamento al decreto sblocca-cantieri, costerebbero nel complesso circa cento milioni di euro
L’installazione delle telecamere di sorveglianza e il sistema di rilevazione delle impronte digitali nelle scuole dovranno essere finanziate dai genitori degli studenti. E’ quanto afferma l’Associazione nazionale dei presidi, che lamenta la mancanza totale di fondi. Le misure sono previste da un emendamento al decreto sblocca-cantieri e, secondo una prima stima, comporterebbero una spesa complessiva di circa cento milioni euro.
L’emendamento , come riporta Il Messaggero, prevede l’installazione di telecamere nella scuola materna al fine di prevenire e monitorare eventuali maltrattamenti ai danni dei bambini. Sulle oltre 370mila classi complessive presenti in Italia, oltre 42.500 sono di scuola dell’infanzia. Una telecamera, compresa di spese per l’installazione, può venire a costare circa 200 euro. Per un totale di otto milioni e mezzo di euro. Senza contare il controllo delle impronte.
I costi della sorveglianza crescono in maniera esponenziale se si considera l’apparecchiatura di controllo biometrico in ogni sede scolastica, che in Italia sono quasi 41mila. A complicare la situazione, poi, intervengono i sempre più frequenti atti vandalici e i guasti accidentali subiti dalle telecamere esterne, con conseguenti spese di manutenzioni spesso troppo onerose per gli istituti. Il testo approvato in Commissione Lavoro al Senato non prevede però finanziamenti dedicati.
La protesta dei presidi – “Si tratta di un provvedimento anticostituzionale, immotivato e decisamente costoso. Le scuole dovranno acquistare le apparecchiature a proprie spese e quelle per le impronte digitali possono costare tra 2mila e 2.500 euro”, spiega il presidente dell’Associazione nazionale dei presidi, Antonello Giannelli. Per questo motivo, i dirigenti scolastici si vedono costretti a rivolgersi alle famiglie degli studenti.
Contributo volontario da 50 a 100 euro – Per scuole elementari e superiori, al momento si chiede un contributo volontario che va dai 50 ai 100 euro a studente. Soldi che coprono l’acquisto di cancelleria, attività e materiale di prima necessità come la carta igienica. L’installazione e la manutenzione delle telecamere, con annesse verifiche sulle strutture pericolanti, potrebbe far lievitare di molto le cifre.

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