Studenti, universitari e laureati: l'OCSE cerca voi

OCSE l’organizzazione europea per la cooperazione economica e lo sviluppo, organizza annualmente tirocini per studenti e neolaureati presso i suoi uffici europei ed extraeuropei. Alle selezioni possono candidarsi studenti dell’ultimo anno di istruzione superiore (università o altro istituto accreditato) laurea o post-laurea; laureati recenti, cioè entro un anno dalla laurea.
I candidati devono avere una conoscenza della lingua inglese, scritta e orale e di alfabetizzazione informatica; essere in grado di adattarsi a un ambiente internazionale di lavoro multiculturale.
Oltre a questi requisiti minimi, alcune operazioni sul campo possono richiedere conoscenza della lingua russa o supplementari, che saranno elencati nell’avviso di posto vacante.
Candidatura
I candidati sono invitati a consultare le offerte sul sito di riferimento, candidandosi ad una specifica posizione vacante presso l’istituto di interesse.
Bisogna compilare il modulo on-line, scrivendo una breve lettera motivazionale nel campo “Cover Letter”. È possibile aggiungere un curriculum, ma non altri documenti.
Gli stage hanno la durata dai 2 ai 6 mesi e non sono retribuiti. Tuttavia, i candidati selezionati che sono non residenti presso la stazione di servizio possono avere diritto a un indennizzo parziale per il loro costo di spese di soggiorno. Il limite massimo di età per i candidati è di 30 anni.

Total
0
Shares
Lascia un commento
Previous Article

Ricerca, 30 milioni di euro per cultura e turismo

Next Article

C'è l'Expo? Foresteria più cara e "studenti in fuga"

Related Posts
Leggi di più

Facebook, in Europa 10mila posti lavoro in 5 anni

. "La regione sarà messa al centro dei nostri piani per aiutare a costruire il metaverso che ha il potenziale di aiutare a sbloccare l'accesso a nuove opportunità creative, sociali ed economiche", spiegano Nick Clegg, Vice Presidente Global Affairs del colosso di Menlo Park
Leggi di più

Salario minimo, cos’è e perché ce lo chiede l’UE

A riporta in auge il tema è una proposta rilanciata da Partito democratico e Movimento 5 Stelle. Tranne timide eccezioni, l'idea non sembra però raccogliere l'entusiasmo né delle parti sociali, né degli altri partiti di maggioranza. Eppure allargando lo sguardo, solo sei Paesi europei, Italia compresa, non possiedono una normativa del genere.