Studenti si “trasformano” in Meloni, Salvini, Valditara e Bernini: “No alla retorica del merito”

No, non è Halloween ma l’avvio di un autunno a dir poco rovente. Sigle studentesche mai così unite negli intenti di protestare contro il governo da oltre dieci anni

Meloni, Valditara, Bernini, Salvini. Questi alcuni dei Ministri impersonati con delle maschere dagli studenti e dalle studentesse questa mattina in flash-mob davanti al Ministero dell’Istruzione. No, non è Halloween ma l’inizio di un autunno a dir poco rovente. Ogni “ministro” o “ministra”, infatti, ha tenuto in mano un cartello con su scritto quello che per la Rete degli Studenti Medi e l’Unione degli Universitari è un merito nella propria carriera. Così Valditara ha “tagliato 10 miliardi all’istruzione”, Salvini ha “ha scritto i Decreti Sicurezza”, “Roccella “è una Ministra antiabortista” e così via.

Merito

Una polemica, quella dei sindacati studenteschi, che ha al centro l’aggiunta del termine “merito” al Ministero dell’Istruzione, sintomo palese di una retorica profondamente sbagliata. “Non si deve ragionare di merito quando le condizioni di partenza di chi accede all’istruzione superiore e universitaria non sono le stesse e quando non si lavora per un welfare studentesco realmente funzionante in tutto il Paese. Un concetto, quindi, escludente e contrario all’idea di scuola pubblica democratica”, scrivono gli studenti in una nota.

Si può già prevedere un 18 novembre, il giorno dove ogni sigla studentesca sfilerà in tutta Italia contro il governo indigesto ai giovanissimi che lo hanno dimostrato più volte in questi giorni. “Nessun merito per questo Governo” è infatti lo slogan verso questa data, alla quale aderiranno collettivi e associazioni studentesche in tutta Italia. Una data unitaria e condivisa, una cosa che non succedeva da tempo, da almeno un decennio per la volontà che si sta registranto in queste settimane di unitarietà degli spesso divisi fronti studenteschi.

Un fronte unito dopo oltre dieci anni

“I segnali che questo sarà un Governo anti studentesco sono tanti – spiegano da Rete degli Studenti Medi e Udu -. Una serie di ministri impresentabili per il loro passato governativo e una serie di intenti dichiarati ci fanno preoccupare. Questo governo legittima una concezione meritocratica dell’istruzione e della società legata ad una visione competitiva e al culto del self-made man in cui tutto dipende esclusivamente dalla propria volontà, non sono concessi errori. Ma sappiamo benissimo che non è così: il nostro Paese è teatro di profonde disuguaglianze socio-economiche, non tuttɜ hanno le stesse possibilità e condizioni di partenza, ogni percorso può essere costellato da differenti difficoltà. Il peso di responsabilità, le pretese di una società che impone ritmi serrati e che fa sentire inadeguati quando la propria esperienza di studio non rientra in uno standard prefissato, sono conseguenza diretta di questo tipo di narrazione classista e non democratica”.

“Per questo – continuano – ci battiamo per investimenti sulla scuola e sull’università, per la giustizia climatica, per un lavoro retribuito e stabile, per il diritto al benessere mentale da anni. Abbiamo proposto un Manifesto studentesco a tutti i candidati lo scorso settembre e in 136 tra Centrosinistra, Cinque Stelle e Unione Popolare lo hanno firmato. Nessuno della coalizione che attualmente è al Governo. Vogliamo dimostrare che siamo pronti a difendere i diritti che abbiamo oggi e a pretenderne di altri. Per questo il 18 Novembre saremo nelle piazze di tutto il Paese. Serve una mobilitazione grande e plurale; in piazza ci saranno tutte le  associazioni e collettivi studenteschi del Paese. Piuttosto che al merito, il Governo pensi a investire sull’istruzione e ad ascoltare chi rappresenta gli studenti. Costruiamo una scuola che includa, non che selezioni.”

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