Studenti obbligati a coprirsi gli occhi durante l’esame, il prof si difende: “Non conosco altri metodi per evitare che qualcuno copi”

Il docente di Filosofia antica dell’Università di Bologna replica alle accuse degli studenti: “Non ho leso la dignità di nessuno”. La l’AlmaMater ha già preso le distanze.

“Non penso di aver leso la dignità di nessuno. Quello di obbligare gli studenti a coprirsi gli occhi è l’unico modo che conosco per evitare che qualcuno possa leggere al computer durante l’esame. Se qualcuno ha un metodo migliore per risolvere il problema di chi copia me lo può far sapere”. Non è affatto pentito Walter Cavini, il professore del dipartimento di Filosofia dell’Università di Bologna al centro delle polemiche dopo che un’associazione di studenti, ieri, aveva denunciato i suoi metodi particolari per evitare che durante l’esame online di Filosofia antica: coprirsi gli occhi con le mani in modo da dimostrare che durante il colloquio nessuno sbriciasse sul monitor del computer.

Il professore Cavini, intervistato oggi dall’edizione bolognese del quotidiano La Repubblica, non ci sta e si difende. “Quello che ho messo in atto è solo un espediente per riconoscere il merito a chi non copia. Francamente questa reazione mi sembra eccessiva e trovo irricevibile l’accusa di aver leso la dignità degli studenti – ha detto Cavini – Ho il massimo rispetto per loro: lo si vede dal successo di questo esame, dove la maggioranza ha ottenuto ottimi risultati, e dal grado di soddisfazione dei miei corsi, come anche dai numerosi messaggi di solidarietà che sto ricevendo da loro. Ho chiesto che la parte mnemonica relativa alla cronologia fosse svolta coprendo gli occhi perché ho avuto ripetuti casi comprovati di studenti che leggevano dal computer. E comunque stiamo parlando di pochi minuti su un esame di quasi un’ora. Inoltre, chiedendo sempre scusa per l’espediente che ero costretto ad adottare per far sì che nessuno bari al gioco e che sia riconosciuto chi lo merita”.

Per il prof degli “occhi chiusi” quindi il metodo utilizzato durante il suo esame è l’unico a permettere di smascherare gli eventuali copioni. “Ad oggi non ne esistono altri, a mia conoscenza. Mi risulta che per fare esami in presenza occorre essere vaccinati e io lo sarò con la seconda dose solo l’8 luglio. Se qualcuno è in grado di dirmi come risolvere il problema ben venga, o altrimenti si dica che non ci interessa se qualcuno copia, ma questo significa venir meno ai doveri di un insegnante. Attendo lumi dall’Ateneo su cosa fare” ha rimarcato il docente. L’ateneo bolognese però già ieri aveva preso le distanze dal professore e dai suoi metodi invitandolo a concludere gli esami dell’attuale sessione in presenza abbandonando quindi la versione online.

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