Studente di Medicina scivola in montagna e muore: gli mancavano due esami alla laurea

Giovanni Borsatti era iscritto al sesto anno della facoltà di Medicina a Pavia. Mercoledì mattina era uscito dalla casa dove aveva deciso di trascorrere le vacanze di Pasqua con i genitori per un’escursione ma non è più tornato. Era arrivato 37esimo ai test d’ingresso a livello nazionale. Il dolore del rettore: “Un ragazzo straordinario”.

Avrebbe dovuto laurearsi entro la fine dell’anno visto che gli mancavano soltanto due esami e, invece, durante un’escursione in montagna è scivolato cadendo in un dirupo. È la tragica fine di Giovanni Borsatti, 25enne studente di Medicina dell’Università di Pavia morto mercoledì scorso in Valsassina, ai Piani di Artavaggio, in provincia di Lecco.

Era arrivato a Moggio con la famiglia per trascorrere le festività di Pasqua tra le vette di quei monti che lui conosceva fin da bambino e invece, durante un’escursione in solitaria, è scivolato (forse a causa di una lastra di ghiaccio presente su un punto non illuminato) cadendo in un dirupo che si trova a circa duemila metri di altezza.

A dare l’allarme erano stati i genitori che non vedendo tornare il figlio dal suo giro mattutino avevano subito contattato i soccorritori. A trovarlo sono stati gli uomini del servizio alpino che, prima hanno trovato lo zaino di Giovanni a ridosso di un dirupo, e poi poco distante il suo corpo ormai privo di vita.

Studente al sesto anno di Medicina all’Università di Pavia, era arrivato 37esimo a livello nazionale nei test di ammissione, a dimostrazione della sua grande preparazione e del suo amore per lo studio. Stava preparando la tesi presso il laboratorio di autismo del Dipartimento di scienze neurologiche e comportamentali, oltre a svolgere il tirocinio al Policlinico San Matteo. “Giovanni ci ha lasciato all’improvviso quasi come nel suo carattere — ha scritto sui social Alberto Lolli rettore dell’Almo Collegio Borromeo di Pavia che il 25enne frequentava – Era un giovane straordinario. Passo veloce. Sempre. In ogni cosa. E come sempre è corso avanti. Lasciando però un’importante eredità: ci ha insegnato che la prossimità è autentica medicina”.

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