Sgravi fino al 75 % per chi assume: ecco le nuove regole per favorire i laureati

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250 milioni di euro. E’ questa la somma stanziata dal governo nel 2014, per contribuire al miglioramento della competitività delle imprese italiane, con l’innesto di giovani ricercatori e laureati, soprattutto nel campo delle materie tecniche e scientifiche.

Il Ministero dello Sviluppo e quello dell’Istruzione attingeranno i soldi dai fondi strutturali europei, e lavoreranno in maniera congiunta per presentare bandi “il più semplificati possibile”, per renderli maggiormente fruibili anche alle piccole e medie imprese. “Siamo sicuri che il piano funzionerà” – ha commentato il premier Enrico Letta, nella conferenza stampa al termine del Consiglio dei Ministri. “Siamo in condizione di replicare anche nei prossimi sei anni” – aggiunge.

Voucher, incentivi all’assunzione, dottorato e ricerca in azienda, promozione di reti fra piccole imprese: il piano si articola su diversi punti, senza dimenticare una spinta all’internazionalizzazione della ricerca e dell’Università nazionale.

Chi assumerà un laureato a tempo indeterminato potrà giovare di crediti d’imposta pari al 35 % del costo dell’assunzione. Per le aziende del Sud, poi, la copertura può arrivare fino al 75 %. In un altro caso si punta a finanziare i percorsi dei dottorati all’interno di un azienda: le imprese che decideranno di assumere i ricercatori usufruiranno di ulteriori sgravi.

I voucher, inoltre, varranno anche per le aziende che intendono investire nel mercato estero, con una copertura fino al 60%. Il piano, infine, mira a promuovere la cooperazione tra piccole  e medie imprese e centri universitari, con l’obiettivo di favorire la mobilitazione dei giovani ricercatori, in vista del progetto Horizon 2020.

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