Scuola, almeno 24 Province a rischio didattica a distanza con i parametri del nuovo Dpcm

Scuola, almeno 24 Province a rischio didattica a distanza con i parametri del nuovo Dpcm: la mappa delle possibili chiusure per gli studenti
scuola didattica a distanza
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Scuola, almeno 24 Province a rischio didattica a distanza con i parametri del nuovo Dpcm: la mappa delle possibili chiusure per gli studenti

I calcoli di Youtrend sono effettuati sulla base dei dati forniti dalla Protezione Civile e potrebbero quindi discostarsi leggermente da quelli dell’Istituto Superiore di Sanità, in arrivo venerdì con un nuovo aggiornamento, che saranno decisivi per far scattare le ordinanze. In bilico anche altre 24 aree, mentre è certa la chiusura nelle zone rosse, quindi Basilicata e Molise. Tuttoscuola: “Rischiano fino a 6 milioni di alunni”

Sono 6 milioni gli studenti che da lunedì 8 marzo rischiano di seguire le lezioni da casa sulla base dei nuovi criteri stabili dal primo Dpcm di Mario Draghi. Le proiezioni della rivista specializzata Tuttoscuola indicano un raddoppio secco degli attuali 3 milioni di alunni che, sulla base di criteri e ordinanze, sono in didattica a distanza. Stando alle stime di Youtrend, infatti, il parametro dei 250 contagi settimanali su 100mila abitanti spingerebbe alla chiusure delle aule in 24 province, oltre a quelle di PotenzaMateraCampobasso e Isernia che continuerebbero ad essere off limits perché Basilicata e Molise sono in zona rossa.

I calcoli sono effettuati sulla base dei dati forniti dalla Protezione Civile e potrebbero quindi discostarsi leggermente da quelli dell’Istituto Superiore di Sanità, in arrivo venerdì con un nuovo aggiornamento, che saranno decisivi per far scattare le ordinanze. Le aree in cui scatterebbe la chiusura delle scuole per il superamento della soglia di incidenza ritenuta critica sono Ancona, Bari, Bologna, Bolzano, Brescia, Chieti, Como, Forlì, Frosinone, Imperia, Macerata, Mantova, Modena, Monza e Brianza, Pescara, Pistoia, Ravenna, Reggio Emilia, Rimini, Salerno, Siena, Trento, Udine, Verbano-Cusio-Ossola. In bilico anche altre 20 province che, spiega Youtrend, hanno un’incidenza che oscilla tra i 200 e i 250 casi, quindi a rischio chiusura in caso di una impennata nei prossimi giorni: Arezzo, Ascoli Piceno, Caserta, Cremona, Cuneo, Ferrara, Gorizia, Lecco, Lucca, Massa-Carrara, Milano, Napoli, Parma, Pavia, Perugia, Prato, Taranto, Torino, Varese, Vercelli. In alcuni questi territori – come nella città di Ancona – le scuole sono già state chiuse da ordinanze emanate dagli enti locali negli scorsi giorni.

Le stime di Tuttoscuola si basano invece sui calcoli su base regionale, prendendo a riferimento i dati messi a disposizione dalla Fondazione Gimbe. Nello specifico, secondo la rivista, potrebbero essere dunque 6 milioni e 235mila (più di 7 su 10) gli alunni di scuole statali e paritarie su un totale di 8 milioni e 506mila costretti a seguire le lezioni a distanza. I dati comprendono anche circa 957mila bambini di scuola dell’infanzia. Le regioni interessate da questa chiusura totale sono la Lombardia con 1.401.813 alunni in didattica a distanza, la Campania con 944.993, l’Emilia-Romagna con 620.423, la Puglia con 585.344, il Piemonte con 573.231, la Toscana con 504.616, le Marche con 212.161, la Liguria con 189.785, il Friuli Venezia Giulia con 156.003 e l’Umbria con 119.177. A queste vanno aggiunti alcuni comuni laziali tra cui anche la provincia di Frosinone. Si potrebbe salvare da questa chiusura totale il Lazio che, esclusi Frosinone e altri comuni, potrebbe mantenere 626.190 alunni con didattica in presenza, la Sicilia con 615.891 alunni a scuola, il Veneto con 573.694, la Calabria con 233.209 a scuola, la Val d’Aosta con 15.552 in presenza e la Sardegna con 207.286 alunni in zona bianca.

ilfattoquotidiano

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