Sciopero dei metalmeccanici: torniamo in piazza per il lavoro

“Valutiamo positivamente le primarie, un fatto democratico, e a Bersani chiediamo che la democrazia venga portata anche nelle fabbriche”  è l’appello del segretario generale della Fiom, Maurizio Landini, che partecipa a alla manifestazione dei metalmeccanici di Milano.

Secondo il sindacalista, il candidato premier del centrosinistra “si deve impegnare a a fare una legge sulla rappresentanza per dare diritti a chi lavoro”.

”Federmeccanica – ha aggiunto Landini – sta usando questa crisi per cancellare tutti i diritti e Bersani ha un’occasione precisa e immediata se vuole davvero cambiare le cose come ha detto”.

“Torniamo in piazza per il lavoro, dove siamo di fronte alla cancellazione del contratto nazionale confermata dall’accordo separato sulla produttività come strada per uscire dalla crisi, e per la democrazia, perche’ tutte queste cose avvengono evitando che i lavoratori si esprimano con il voto”. Così il segretario generale della Fiom, Maurizio Landini,in un’intervista  sull’Unità. Il segretario spiega lo sciopero dei metalmeccanici della Fiom, che si tiene oggi e domani, 6 dicembre, in tutte le Regioni itaiane.
Le tute blu della Cgil respingono “un allargamento del modello Fiat a tutto il settore metalmeccanico – prosegue Landini – con un abbassamento dei minimi contrattuali, del ruolo delle Rsu, con la messa in discussione del diritto alla salute tramite il non pagamento dei primi tre giorni di malattia”.

“La cosa grave – aggiunge il segretario – è che la piattaforma di questo accordo l’ha presentata Federmeccanica e gli altri sindacati l’hanno avallata. Faremo di tutto, sia sul piano contrattuale che giuridico, perché possa essere bloccato”.

”E’ una visione miope – conclude il segretario generale – uscire dalla crisi in questo modo rendera’ ancora piu’ difficile la ricostruzione del Paese”

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