Sapienza, Frati è il nuovo magnifico

fratirettore.jpgDa numero due a numero uno. Il prorettore vicario in carica Luigi Frati, preside della prima facoltà di Medicina e Chirurgia, è stato eletto al secondo turno come nuovo rettore dell’ateneo più grande d’Europa: guiderà la Sapienza di Roma per il quadriennio 2008-2012. Un successo annunciato, visto che già nel corso della prima votazione Frati era riuscito a convogliare su di sé la maggior parte dei voti espressi, surclassando gli altri candidati.
La seconda tornata elettorale, che si è svolta dal 30 settembre al 3 ottobre presso il Rettorato della Sapienza, non ha lasciato dubbi circa la volontà dei votanti sul candidato da scegliere: Frati ha superato nettamente gli altri docenti in corsa conquistando il 53% dei voti totali e chiudendo la “pratica-elezione” senza necessità di andare al ballottaggio. I votanti sono stati 6.171, il 61,8% degli aventi diritto.
Il nuovo Rettore era già stato molto vicino alla carica di “magnifico”: nelle penultime elezioni era lanciato e in corsa, però venne poi superato dal preside di Scienze Statistiche Renato Guarini; in seguito Luigi Frati assunse la carica di prorettore vicario, mantenuta fino ad oggi.
Le novità che il nuovo rettore intende apportare all’ateneo e gli obiettivi che si è prefissato di raggiungere durante il prossimo quadriennio sono numerosi. I primi punti su cui Luigi Frati intende operare dal primo novembre – giorno in cui entrerà in carica – sono l’organizzazione di una squadra di governo decisa assieme agli organi collegiali, la riforma degli Atenei Federati e nuove proposte politiche da discutere con gli altri grandi atenei d’Italia per il rilancio dell’istituzione universitaria.
Una delle cose che, infatti, il nuovo rettore ha più a cuore è proprio quella di riuscire a formare una squadra di governo “diversa dal passato” nominata dopo l’accordo e la verifica con gli organi collegiali. Una volta stabilita una solida squadra governativa Frati si occuperà della riforma degli Atenei Federati con l’intenzione di accorpare le università per aree omogenee; ultimo punto – ma non meno importante – è quello di tracciare relazioni con gli altri atenei italiani per condividere strategie politiche comuni.
Manuel Massimo

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