Profumo, il doppio canale per la ricerca non funziona

L’università italiana va ripensata e gestita in maniera diversa. Ne è convinto il ministro dell’istruzione, Francesco Profumo, che è ritornato sull’argomento finanziamenti e ricerca. «Le Università – secondo Profumo – devono imparare a gestire in modo diverso le risorse.

Ricerca. Ferdinando di Orio scrive al ministro Francesco Profumo

L’università italiana va ripensata e gestita in maniera diversa. Ne è convinto il ministro dell’istruzione, Francesco Profumo, che è ritornato sull’argomento finanziamenti e ricerca.  «Le Università  – secondo Profumo – devono imparare a gestire in modo diverso le risorse. Quest’anno ci saranno interventi per 10 miliardi di euro, ma bisogna puntare a una maggiore capacità di acquisire fondi dall’Europa». «Dal 2014 al 2020 verranno investiti in Europa per l’Università non più 50 ma 80 miliardi. Se non cambiamo direzione -ha avvertito- rischiamo di perdere 800/900 milioni di euro all’anno nella ricerca e rischiamo anche di perdere i fondi per la coesione che sono sette volte quelli della ricerca».

Anche nel settore ricerca il ministro punta a cambiamenti strutturali, a partire dalla semplificazione della figura del ricercatore. «Il doppio canale che c’è adesso non funziona, abbiamo creato troppe figure di ricercatori e non si può continuare così. Serve un’unica figura su cui potremo confrontarci». Il ministro ha specificato che «le risorse per i settori specifici di interesse europeo vanno recuperate dall’Europa. Quelle nazionali invece vanno investire in quei settori che l’Europa non copre come le scienze umane, grande patrimonio italiano».

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