Parentopoli, le Iene irrompono all’Università

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L’università italiana è ancora il regno di parentopoli.

Una nuova denuncia viene dalle Iene. Nel mirino, 230 docenti imparentati.

Il servizio di Pablo Trincia ha denunciato il fenomeno, che continua a costringere i migliori cervelli italiani ad emigrare all’estero, per far posto a cugini, fratelli, figli e mogli di rettori e presidi.
Nelle università italiane c’è spazio solo per i parenti?
Pare proprio di sì. Succede a Roma come a Bari, a Lecce, Messina e Cagliari: da Nord a Sud, le denunce si moltiplicano.

“All’Università di Bari ci sono intere famiglie che lavorano nello stesso settore: come i Massari e i Girone”.
A Messina, “i Navarra, i Chiofalo e i Tommasini”.

Vere e proprie dinastie o solo casualità?

Le Iene hanno attaccato anche l’Università la Sapienza. La figlia del rettore, infatti, “insegna all’università del papà, proprio come la mamma, che insegna storia della medicina”, ha spiegato il giornalista. Il figlio, poi, avrebbe bruciato le tappe: “a 28 anni è stato ricercatore, a 31 professore associato e a 36 insegnante di ruolo”.

I docenti però si difendono: “Non esiste un caso parentopoli ma solo persone con lo stesso cognome”. Il Pro Rettore Vito Ferro ha spiegato: “noi siamo tenuti a portare avanti le lezioni, non a spiegare i cognomi delle persone”.

 

AZ

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