Ocse: la scuola italiana è povera e vecchia

Non fanno sorridere i dati pubblicati dall’Ocse attraverso lo studio “Education at a glance”. Professori sempre più anziani, scarsi fondi, stipendi bassi, una situazione davvero complessa. Uno dei maggiori problemi segnalati risiede nel fatto che n Italia i ragazzi che nascono in famiglie disagiate hanno meno possibilità di percorrere un lungo sentiero di studi.

Non fanno sorridere i dati pubblicati dall’Ocse attraverso lo studio “Education at a glance”. Professori sempre più anziani, scarsi fondi, stipendi bassi, una situazione davvero complessa. Uno dei maggiori problemi segnalati risiede nel fatto che n Italia i ragazzi che nascono in famiglie disagiate hanno meno possibilità di percorrere un lungo sentiero di studi. Al 44% di giovani tra i 25 e i 34 anni i cui genitori non hanno completato l’istruzione secondaria superiore spetta la stessa sorte.

Inoltre, il 23% dei giovani tra i 15 e i 29 anni (contro il 16% della media Ocse) nel 2010 non studiava, ma neppure aveva un lavoro. Altro punto che ci contraddistingue negativamente è che il Bel Paese primeggia tra quelli non anglosassoni per le tasse universitarie.

Professori. Gli under 30 sono un vero e proprio miraggio nel sistema educativo italiano, basti pensare che il 70% dei docenti di scuola secondaria ha oltre 40 anni. Gli “under 30” sono meno dello 0,5%. Nella scuola secondaria la quota di over 60 tocca il 10%.

Stipendi. In dollari, la media del massimo stipendio di un docente italiano è di 39.762 euro contro una media Ocse stimata a 45mila.

Laureati. I laureati in Italia rappresentano il 15% in rapporto alla popolazione. Negli altri paesi Ocse la percentuale arriva a 31%.

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