Negli Stati Uniti, effettuare trapianti senza trasfusioni di sangue è possibile

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Anche se molti ricercatori evidenziano che 1 caso su 400 può presentare reazioni allergiche o gravi infezioni.

L’esigenza di effettuare trapianti senza trasfusioni nasce spesso dalle credenze religione di alcuni pazienti, come i Testimoni di Geova.

Anche se molti dottori sono restii a sperimentare questo tipo di intervento, molti tentativi in America stanno riscuotendo successo.

Il team del chirurgo Scott Scheinin dell’ospedale Metodista di Houston (Stati Uniti) ha portato a termine un trapianto di polmone senza trasfusione di sangue su una paziente affetta da sarcoidosi.
La donna era contraria alle trasfusioni perché Testimone di Geova.

Senza un trapianto, avrebbe avuto solo il 50% di possibilità di sopravvivenza. I medici hanno però deciso di destinare a lei il polmone di una giovane ventiquattrenne del New Mexico, morta per cause ignote.

Prima dell’intervento, i dottori le hanno somministrato ferro e un farmaco che stimola la produzione di globuli rossi.

Il sangue della donna è stato trattato in modo da recuperare i globuli rossi, poi diluiti in una soluzione salina e trasfusi nella paziente attraverso la vena giugulare.

Salute24 spiega: “All’inizio dell’intervento, i medici hanno prelevato una unità di sangue, sostituendola con della soluzione salina per mantenere costante la pressione sanguigna e diluire l’emoglobina, in modo da ridurre le conseguenze di eventuali perdite di sangue. Al termine del trapianto, il sangue prelevato è stato trasfuso nuovamente nella paziente”.
L’intervento ha avuto delle complicazioni: la paziente ha contratto un’infezione.
Sempre nello stesso ospedale, negli ultimi 3 anni, altri 10 pazienti sono stati sottoposti a trapianti senza trasfusione di sangue.
Si tratta comunque di una tecnica ancora poco usata.

Il primo trapianto di polmone senza trasfusione risale al 1996.

AZ

 

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