L’imprenditore suicida in azienda «In crisi per colpa dell’e-commerce»

Tragedia nel Padovano. Grossista di ricambi per elettrodomestici, aveva 57 anni

Ieri Emanuele Vezù si è alzato presto, come tutte le mattine. «Ha fatto colazione e quando è uscito di casa non l’ho neppure salutato perché stavo ancora dormendo», racconta Elena Grassetto, con un filo di voce. Suo marito è salito in auto e ha percorso quella manciata di chilometri che separano la casa, nella periferia di Padova, dal capannone della sua azienda, la Italservice, nella zona industriale di Vigonza. Ha parcheggiato ed è entrato, chiudendosi il portone alle spalle. Poi ha agganciato la corda a uno degli scaffali e in qualche modo si è legato le mani, per negarsi anche l’ultima occasione di un ripensamento. Infine, ha infilato il collo nel cappio e si è lasciato cadere.

Quando un dipendente, Manuel Giacometti, ha trovato l’ingresso sbarrato, ha subito telefonato a Elena. «Credevo che Emanuele avesse dimenticato il cellulare da qualche parte. Così ho raggiunto la ditta con la copia delle chiavi. Appena sono entrata ho visto mio marito. Era lì… Il nostro dipendente mi ha solo detto di non toccarlo…». Emanuele Vezù aveva 57 anni, due figli e nel 1995 aveva creato dal nulla quella ditta che commercializza ricambi per elettrodomestici da cucina. Sua moglie si occupava della contabilità, lui dei clienti. «All’inizio le cose andavano bene. Poi negli ultimi anni il fatturato ha iniziato a calare, abbiamo chiuso in rosso e per sanare i conti ci abbiamo messo dei soldi di tasca nostra. Era chiaro che presto avremmo dovuto decidere se valeva la pena continuare, oppure chiudere definitivamente», spiega la moglie. A sostenerla c’è suo fratello Giovanni, che conferma: «C’erano delle difficoltà, anche perché l’avvento di Internet ha cambiato il mercato. Ora la gente preferisce l’e-commerce, comprare su Amazon piuttosto che andare dal rivenditore».

Corriere della Sera
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