La sofferenza del Sud: senza tablet e pc il 34% dei giovani. Così la Dad aumenta la distanza tra le regioni

Nel meridione il 34% dei giovani senza tablet e pc. A Napoli, Bari, Reggio Calabria e Palermo poco tempo pieno e giorni in presenza

Nel meridione il 34% dei giovani senza tablet e pc. A Napoli, Bari, Reggio Calabria e Palermo poco tempo pieno e giorni in presenza

I numeri sono impietosi. Il 34% dei ragazzi che vivono in famiglie prive di dispositivi elettronici in grado di navigare in rete si trovano al Sud. Negli asili di Bari si è andati in classe 66 giorni, meno della metà di Milano (135). E ancora: 67 giorni nella scuola primaria a Napoli, contro i 143 di Firenze. Le cifre della scuola ai tempi della pandemia mostrano in tutta la sua cruda realtà la differenza tra le due parti del paese, con la Dad e la mancanza di tablet e pc concentrata in alcune regioni, a peggiorare la situazione.

LE DIFFICOLTA’ STORICHE AUMENTANO

I numeri sono dello Svimez, l’associazione per lo Sviluppo del Mezzogiorno. E sono stati analizzati dal Corriere della Sera, che ha anche ricordato le storie difficili rimbalzate in questi giorni sulle cronache nazionali. Dallo Zen di Palermo a Napoli est, dai quartieri storicamente complessi a storie di ordinaria difficoltà, “Il rischio è che un terzo dei ragazzi italiani venga escluso dal percorso formativo a distanza, con conseguenze rilevanti nei prossimi anni sui tassi di dispersione scolastica”. In assoluta coerenza con quello che accade in tutte le “periferie” del mondo. In America latina, Caraibi e Asia meridionale la tendenza purtroppo si conferma.

PRESENZA NEGATA

E’ stata Save the Children a elaborare i dati del Miur riguardanti quest’ultimo anno scolastico reso a dir poco travagliato dalla pandemia. Nella classifica dei giorni in presenza Napoli, Bari e Reggio Calabria si trovano sempre nella zona bassa. A Reggio i ragazzi delle secondarie di secondo grado hanno potuto frequentare per 45 giorni contro i quasi 100 di Roma e Firenze. “La fotografia di un’Italia molto diseguale” il commento di Save The Children, precisando di non aver voluto dare pagelle e che anzi “tra amministratori cittadini e dirigenti scolastici abbiamo trovato grande sensibilità anche nelle realtà più critiche”.

POCO TEMPO PIENO

Le cose però non migliorano con il monitoraggio del tempo pieno riferito all’anno scolastico ’18-’19. In fondo alla classifica il Molise con il 7,78% di studenti che ne possono usufruire, seguono Sicilia con 7,97%, Puglia 15,58% e Campania 16,3%, quindi Abruzzo 18,15% e Calabria al 22,8%. Tutte abbondantemente sotto la media nazionale del 36%. Le stesse regioni sono in fondo anche nella statistica della disponibilità di asili, Calabria, Campania, Puglia e Basilicata in ordine crescente.

GLI INVESTIMENTI

Un miliardo previsto nel Pnrr per il tempo pieno è un punto di partenza, “stimiamo che ne servano cinque in dieci anni” dicono sempre da Save The Children. Per Luca Bianchi, direttore di Svimez, “dipende dalle scelte amministrative. Rispetto ai grandi problemi, la scuola non è percepita come tanto importante. Inoltre, l’amministratore meridionale pensa che, siccome tante donne stanno a casa, la Dad sia più accettabile».

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