La Maturità dei Vip – Claudio Santamaria: “Guardate il vostro esame dall’alto”

Studio e impegno sul set come a scuola. Così l’attore romano ha vinto il David di Donatello per il ruolo di protagonista in “Lo chiamavano Jeeg Robot” e così ha superato senza troppe ansie la sua maturità: “Ero invece molto eccitato, come se avessi dovuto partecipare a Giochi senza frontiere”
 
Partiamo dalla scuola: maturità liceale?
Ho frequentato il liceo artistico perché mi piaceva il disegno, la prospettiva e soprattutto la matematica. Il calcolo mi rilassava. Ogni volta per me era come entrare in un mondo magico, era come se il meccanismo si instaurasse direttamente nella mia testa, senza studiarlo. A differenza di altre materie come storia o geografia, che invece mi annoiavano.
Cosa volevi fare da grande?
Volevo diventare architetto, ma “le pagine gialle” mi hanno fatto cambiare rotta. Tutto è cominciato il giorno in cui, a 16 anni ho cercato un corso di doppiaggio. Frequentavo il terzo anno del liceo artistico e non avevo assolutamente intenzione di fare l’attore”.
E poi finito il liceo?
Ho abbandonato l’idea di fare architettura per cercare di studiare qualcosa di inerente alla mia nuova professione. E allora mi sono iscritto alla Facoltà di Lettere, indirizzo spettacolo, ma ho dato solo 2 esami, perché ho iniziato a lavorare in teatro e non avevo più tempo per studiare. È stato un peccato, nel momento in cui ho deciso di lasciare gli studi sapevo che la scuola mi sarebbe mancata, perché è un periodo pieno di cose bellissime.
C’è un professore che ricordi in particolare?
Si, ricordo con grande affetto il professor Regoli di matematica. Era geniale e un po’ folle. Parlava sempre in terza persona, ricordo quando ci diceva: “Cancella la lavagna verticalizzando a destra” o “porta a spasso il cammello” per dire che stava indossando un cappotto di cammello.
E la maturità?
È andata bene. Sinceramente ero abbastanza tranquillo. Eccitato come se avessi dovuto partecipare a “Giochi senza frontiere”, ma tutto sommato senza troppe ansie.
Cosa consigli a chi ancora la deve sostenere?
Quello che faccio in vista di un provino: prima di tutto bisogna essere preparati. E poi affrontare tutto con un certo ‘sano menefreghismo’. Bisogna guardare l’esame dall’alto, non starci troppo dentro. Capire che si tratta di una cosa piccola, dentro una molto più grande.
L’intervista a Claudio Santamaria è stata tratta dalla Guida alla Maturità 2006, edita dal Corriere dell’Università
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