La fine dello stato di emergenza riaccende le gite scolastiche: dal 1 aprile ritornano le uscite didattiche ma senza i viaggi all’estero

Con il superamento della suddivisione per colori delle regioni e la fine dello stato di emergenza le gite di fine anno potrebbero ritornare ad essere un appuntamento fisso per i ragazzi delle scuole italiane. La pandemia e la guerra in Ucraina limitano ancora i viaggi troppo lunghi. Corsa contro il tempo dei presidi ad organizzare le uscite per gli studenti dell’ultimo anno delle superiori.

Una circolare ufficiale ancora non c’è ma sono davvero tanti quelli che scommettano su una loro ripartenza già a partire dal 1 aprile: la fine dello stato di emergenza per Covid potrebbe segnare il ritorno delle gite scolastiche. Dallo scoppio della pandemia in avanti, infatti, le uscite didattiche sono state prima sospese e poi limitate a spostamenti che riguardassero esclusivamente zone bianche limitrofe. Con la fine però del sistema delle classificazioni delle regioni in base ai colori, queste limitazioni dovrebbero scomparire dando così via libera alle gite scolastiche.

Il condizionale è ovviamente d’obbligo perché fino ad oggi non c’è un pronunciamento ufficiale da parte del Ministero dell’Istruzione. Tutto, infatti, è fermo alla circolare che consentiva solo in zona bianca o passando da una zona bianca all’altra di far svolgere le gite scolastiche. Limitazione che di fatto fino ad oggi ha significato l’azzeramento delle uscite programmate in quasi tutte le scuole ma soprattutto l’annullamento dei consueti viaggi in Italia o all’estero delle ultime classi delle scuole medie e di quelle superiori.

Adesso la fine dello stato di emergenza potrebbe portare molte scuole a tornare alla normalità anche se organizzare il tutto entro la fine dell’anno scolastico non è un’impresa molto semplice. Anche perché al momento è da escludersi che una delle mete delle gite possa trovarsi fuori dai confini dell’Italia, sia a causa delle limitazioni ancora in vigore per il Coronavirus ma anche per la complicata situazione che l’Europa sta vivendo con lo scoppio della guerra in Ucraina.

Per questo una delle ipotesi in campo è quella di organizzare dei viaggi didattici alla scoperta delle bellezze italiche magari non allontanandosi troppo dalla sede scolastica. “Il valore dei viaggi d’istruzione è innegabile. Invito i colleghi a organizzare escursioni giornaliere, magari riscoprendo le nostre meraviglie naturali attraverso partner come il Wwf o il Fai” è la proposta avanzata dalle colonne di Repubblica dal presidente dell’Associazione Nazionale Presidi Antonio Giannelli.

In ogni caso dagli inizi del 2020 ad oggi il settore del turismo scolastico è stato attraversato da un vero e proprio tsunami, come conferma Assoviaggi: “Avevamo un fatturato di tre miliardi l’anno, da marzo 2020 è crollato del 95%. Un intero settore è stato spazzato via”.

Total
5
Shares
Lascia un commento
Previous Article

L'ammirevole resistenza ucraina all'invasione dell'esercito russo

Next Article

Ucraina, Bianchi invita i prof a parlare del conflitto a scuola

Related Posts
Leggi di più

Seggi elettorali, Cittadinanzattiva: “L’88% ancora nelle aule. E la maggior parte dei comuni non vuole spostarli”. L’appello

Le amministrazioni che hanno deciso di continuare a votare nelle scuole lo fanno per diversi motivi. In primis, la mancanza di luoghi pubblici o privati aventi le caratteristiche richieste. Cioè: senza barriere architettoniche, con servizi igienici e spazi per alloggiare le forze dell'ordine e in prossimità dell’elettorato resident