Italiani esclusi dagli Erasmus in Inghilterra

italiani fuori dagli Erasmus inglesi

Italiani fuori dagli erasmus inglesi La Gran Bretagna potrebbe escludere gli studenti italiani dai propri programmi Erasmus in risposta alle decurtazioni dallo stipendio dei lectures, i lettori di lingua inglese, previste da una norma voluta dall’ex ministro Gelmini e applicata adesso da diversi atenei italiani.

Il ministro britannico per l’Europa David Ldington, durante un’interrogazione parlamentare, ha denunciato la discriminazione subita dai docenti inglesi nelle università italiane definendo il comportamento del nostro Paese “inaccettabile e illegale”.

Lo scontro, però, si consuma da più di trent’anni. Già nel 1980, infatti, quando nelle università italiane gli insegnanti vennero divisi tra professori di cattedra, associati e ricercatori, quelli di lingue straniere vennero considerati tra i non titolari di cattedra.

Una decisione contro cui si espresse anche la Corte Europea di Giustizia che, nel 1989, ha riconosciuto come discriminatorie le leggi italiane, le quali negavano ai lectures perfino l’assicurazione sanitaria e la pensione.

Nel 1995, poi, in risposta alle pressioni dell’Assli (Associazione dei lettori stranieri in Italia), il governo offrì un contratto a tempo indeterminato docenti anglosassoni, ma al tempo stesso riformò il loro status inquadrandoli come “collaboratori linguistici esperti”, fuori dal corpo docenti.

Fino al 2010, quando, Gelmini ministro, una nuova legge ha ribadito lo status separato dei lecturers e al tempo stesso estinto tutte le cause legali relative a questa vicenda.

Molte facoltà, ad oggi, hanno applicato alla lettera la nuova norma, tagliando lo stipendio fino al 60% e i lettori di lingua straniera, che venivano già pagati meno dei docenti universitari, sono stati retrocessi da ricercatori a tecnici.

Di qui la protesta congiunta del governo britannico e dell’Assli, decisi a difendere i 200 lettori in servizio in Italia.

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