Italia divisa in due: la disoccupazione affonda il Sud

Manifestanti protestano contro la disoccupazione
Manifestanti protestano contro la disoccupazione

Un Mezzogiorno alla deriva, con 335.500 posti di lavoro distrutti in cinque anni. Mentre nel Centro e nel settentrione ne sono stati creati 12.400. A raccontarlo il 24° Report Sud di Diste Consulting-Fondazione Curella, che fotografa le differenze all’interno dell’Italia.

Differenze sia dal punto di vista occupazionale, che per quanto riguarda il Pil. Al centronord, infatti, la disoccupazione non supera l’8%, mentre al Sud si attesta intorno al 17,2%. E anche il Pil ci racconta un’Italia spaccata in due: nel 2012 nel meridione è calato del 3,4% mentre al nord solo il -2%.

In Emilia Romagna lavorano 9 milioni di persone, nel Sud ad essere occupati sono circa 6 milioni. Il risultato? Il meridione arranca nel panorama europeo e conta sempre meno nell’economia nazionale: solo il 12% contro il 13,7% di cinque anni fa.

A denunciare una situazione insostenibile del Mezzogiorno il presidente della Fondazione Curella, Pietro Busetta: “Al di là del fatto contingente, cioè la crisi che dal 2008 ha colpito l’Italia, il tema di fondo è che quest’area non è stata mai adeguatamente considerata, gli interventi sono sempre stati contenuti e limitati rispetto alle emergenze. Nel Mezzogiorno su 21 milioni di abitanti ci sono solo 6 milioni di occupati, compreso il sommerso. Per arrivare non dico agli standard della Finlandia, ma semplicemente al tasso di occupazione dell’Emilia Romagna, dovrebbero lavorare altri tre milioni di persone. Impossibile? Eppure l’ex Germania dell’Est in poco più di 10 anni ha raggiunto standard occidentali”.

 

 

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