“Il sistema Università”, le ombre del mondo accademico italiano svelate dal programma “Presa Diretta”

Questa sera alle 21:20 su Rai3 riparte il programma di Riccardo Iacona raccontando il mondo universitario. Dall’inchiesta “Università bandita” di Catania agli effetti su un sistema che ancora non premia i migliori commentato dalla ministra Maria Cristina Messa

Dalle storie dei ricercatori italiani “costretti” a scappare in università tedesche dove i loro progetti vengono sovvenzionati con milioni di euro pubblici, agli scandali delle concorsopoli all’interno degli atenei italiani. Si chiamerà “Il sistema Università” la puntata in onda questa sera alle 21:20 su Rai3 che inaugurerà la ripartenza del programma “Presa Diretta” del giornalista Riccardo Iacona. “La pandemia per un verso e le sfide del Pnrr per l’altro ci dicono che la partita si gioca sulle competenze date dall’alta formazione. Richiedono ricerca, capacità, etica. Ma la Scienza in Italia sembra contare solo a parole”, ha affermato l’autore in un’intervista al fattoquotidiano.it.

Il mondo accademico sotto inchiesta

“E’ nelle università che si forma la classe dirigente che può fare scelte di salute pubblica, mettere mano a buoni progetti, spendere bene le risorse. Ma se nei luoghi a questo deputati i docenti sono scelti con meccanismi di mera cooptazione la sfida si perde in partenza. Sentirete un procuratore che definisce quel sistema “mafioso”. Se ti metti contro, se fai ricorso, ti isolano col bollo dell’infamia. Ma parte del problema è che queste cose quasi non fanno più scandalo”, commenta Iacona.

i parte con l’inchiesta Università bandita di Catania, che ha scandalizzato l’Italia e la storia di Giambattista Scirè, nato a Vittoria, laureato all’università di Firenze dove ha conseguito poi il dottorato in storia contemporanea. Nel 2011 decide di partecipare a un concorso per ricercatore in storia contemporanea bandito dalla sede distaccata di Ragusa della Università di Catania, ma la commissione sceglie come vincitrice un’architetta che non aveva neanche il dottorato in storia contemporanea. Comincia così una lunga battaglia legale con l’Università di Catania che il Giambattista Scirè vince sempre, sentenza dopo sentenza. Gli dà ragione anche il Tar, ma l’università inverosimilmente non esegue le sentenze e la Commissione si riunisce per ribadire che la vincitrice del concorso di storia contemporanea è ancora l’architetta. La fine di questa lunga battaglia si è avuta pochi giorni con il reintegro del professore e la proroga del contratto da ricercatore in Storia contemporanea.

I “cervelli in fuga”

Le telecamere di PresaDiretta sono andate a Maastricht in Olanda e in Germania per vedere come vengono selezionati i ricercatori e i professori. Come la storia della professoressa Caterina Cocchi, ordinaria di Fisica Teorica all’Università di Oldenburg dove studia la fisica della materia condensata, cioè la capacità di materiali costituiti da pochi atomi di trasformare la luce in corrente elettrica. Oppure quella di Alessandro Foti, postdoc in Microbiologia Cellulare all’Istituto Max Planck, la principale istituzione pubblica tedesca per la rierca di base, finanziato con quasi due miliardi di euro ogni anno. Qui il giovane ricercatore di origini siciliane studia i batteri e alle telecamera della Rai afferma: “La mia partita con la mia ricerca la giocherò qui o in Paesi che non sono il mio”.

Il sistema Università è un racconto di Riccardo Iacona con Elisabetta Camilleri, Luigi Mastropaolo e Massimiliano Torchia

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