Il Papa incontra l'ateneo parmense

vaticano.jpgFormazione, fede, etica, scienza, ricerca, laicità. Sono tanti i temi di discussione in agenda nell’appuntamento di oggi in Vaticano. Un’udienza inedita in cui – per la prima volta – il Pontefice Benedetto XVI incontra docenti, ricercatori, studenti e personale tecnico-amministrativo di un unico ateneo statale italiano: l’Università degli Studi di Parma. A guidare la nutrita delegazione parmense – composta da circa mille persone – è il rettore Gino Ferretti che esprime la sua soddisfazione per l’incontro: «L’Università è un luogo di libertà dove tutte le opinioni si devono poter confrontare. E per noi il confronto con il Pontefice è importante, direi ineludibile».
L’incontro con il Pontefice è nato da una semplice richiesta avanzata la scorsa estate. «In verità avremmo noi voluto aprire le porte del nostro ateneo al Papa, invitarlo a visitare l’Università di Parma, a parlare nelle nostre aule. Ma i problemi logistici sarebbero stati davvero tanti. Così, è stato Benedetto XVI ad accogliere la nostra richiesta e ad aprirci le porte del Vaticano» dice Ferretti, alla guida dell’Ateneo di Parma dal maggio del 2000, l’Anno del Giubileo.
Un incontro inedito per un ateneo italiano che, secondo Ferretti, potrebbe essere stato stimolato anche dal fatto che «si sono appena celebrati i mille anni della nascita di San Pier Damiani, allievo prima e illustre maestro poi delle antiche scuole parmensi che aprirono la strada alla nascita della nostra Università. Benedetto XVI ha molto studiato questa figura storica, anche questo potrebbe essere un motivo per cui ci ha concesso questa udienza».
Una visita che cade in un momento di grande fermento per il mondo accademico italiano, in un momento di grande dibattito sulla crisi della ricerca del nostro Paese e sui rapporti tra fede, etica e scienza. «Questa udienza – aggiunge Ferretti – è un grande avvenimento per l’Università di Parma, segna un momento storico per noi. Siamo commossi. Sono certo che nel nostro Ateneo non mancheranno dibattiti e convegni per confrontarci, nel tempo, su questo incontro con il Papa».

Manuel Massimo

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