I compiti per le vacanze? Meglio di no: ecco la lista per imparare giocando

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Vacanze? Sì, e senza compiti. Finiti gli esami è tempo di riposo per gli studenti italiani. Ma gli insegnanti si dividono: c’è chi vorrebbe che i ragazzi continuassero a mantenere un minimo rapporto con i libri e chi, invece, afferma che l’estate è il momento migliore per imparare giocando.

“Le vacanze sono il momento migliore per giocare e stare all’aperto, per fare nuove amicizie e coltivare quelle che già si hanno. Per stare a contatto con la natura, per sentirsi tutt’uno con la terra e il cielo, con la sabbia e il mare, con gli alberi e i fiori. Per imparare a fare le cose dei grandi, insieme a loro e poi da soli” – scrive una maestra.

“L’estate è la stagione del corpo che impara giocando, che cresce, suda, si abbronza, si fa male, sa di mare e di sale. Ritengo che sia un falso problema quello dei compiti delle vacanze. Le mamme e i papà sanno quello che serve ai propri figli. Sono loro i maestri che propongono le attività da fare”.

Andare in bici, nuotare, imparare a rifarsi il letto, giocare a racchettoni o leggere un libro: Basta seguire i bambini, la loro curiosità e provare piacere nell’aiutarli a scoprire il mondo.

Il compito, quindi, è l’estate da vivere. Divertirsi, giocare, imparare le lezioni del mare (se si va) o dell’orto, del paese o della città. La maestra suggerisce i Gioscompiti: una serie di attività in cui il compito tradizionale si disfa, diventa uno scompito, un gioco da fare sul serio. Se ne possono fare tanti in un solo giorno e per tanti giorni non farne nessuno. Così come ognuno può aggiungere alla lista il Gioscompito che fa per sé e cancellare quelli che non gli piacciono o che non fanno per lui/lei.

Ecco la lista dei Gioscompiti per l’estate:

• Correre, saltare, fare capriole, fare le «facce buffe»
• Giocare con gli altri e da soli. Con la corda, con la palla, a nascondino. «Alli pitrudde», il gioco dei cinque sassolini che facevano i nonni..
• Stendersi su un prato, nella terra, in riva al mare e osservare le formiche, le lucertole, i fili d’erba, le scie d’argento delle lumache…
• Guardare le nuvole: a cosa somigliano, come si chiamano?
• Sentire il vento: da dove viene, è caldo e umido, è fresco, non c’è nemmeno un filo d’aria? Ricordi il nome?
• Guardare la luna e le stelle: se una cade esprimere un desiderio
• Guardare il tramonto e se si è coraggiosi anche l’alba.
• Andare in bicicletta con mamma e papà.
• Andare al mare, giocare con le onde e costruire castelli di sabbia.
• Scrivere sulla sabbia bagnata e aspettare che arrivi l’onda a cancellare.
• Costruire la scatola dell’estate per metterci dentro tutto ciò che si trova (conchiglie, sassolini, foglie, il guscio vuoto delle cicale, la piuma di un uccello, pezzi di vetro levigati dal mare…)
• Raccogliere «le cose profumate» e scoprire il nome
• Raccogliere e riconoscere i vari suoni, i rumori, i versi, i canti: di chi saranno?
• Giocare a «far finta di…»
• Giocare con il sole e con le ombre e farci il teatro.
• Costruire oggetti con ciò che si trova.
• Costruire il proprio rifugio segreto.
• Procurarsi un album o un quaderno per disegnare e raccontare.
• Procurarsi tempere e pennelli per dipingere la propria opera d’arte.
• Usare le forbici e la colla per realizzare ciò che ci pare.
• Inventare giochi, filastrocche, storie, parole, canzoni.
• Andare in libreria e scegliersi il libro da leggere.
• Costruire barchette, aerei di carta e aquiloni.
• Andare in piazza nelle sere d’estate e magari incontrarsi con i compagni e con le maestre.
• Gustare insieme un bel gelato.
• Scrivere una cartolina o una lettera a chi vogliamo.
• Fare il pane con la nonna.
• Imparare a fare le orecchiette.
• Curare l’orto in cassetta.
• Pulire la spiaggia o il parco (munirsi di guanti e di sacchetti).
• Fare ogni mattina il proprio letto.
• Fare la pennichella.

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