Giannini: “Molti preferirebbero comprarsi un’utilitaria piuttosto che far andare i figli all’Università”

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“Il ritratto tracciato dall’Ocse sulla scuola italiana è realistico ed è, in parte, dovuto alla politica che ha trascurato il tema per 20 anni, in parte alla società italiana che ha perso un po’ la cultura dello studio e del sacrificio”. Esordisce così, con una dura critica, il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini durante l’intervista rilasciata ieri alla trasmissione Prima di Tutto, su Radio 1.

“Se le cose funzionano male o sono trascurate la responsabilità è sua (della politica ndr) – ha proseguito il ministro – Non si tratta, però, solo dell’avvicendamento di ministri: il male originario è nel fatto che in 20 anni non ricordo un governo che abbia messo il tema scuola al centro della propria agenda politica. Da là l’assenza di scelte coraggiose di investire nella scuola e meno altrove. Cosa che, invece, questo governo sta facendo”.

Un commento poi sui risultati ottenuti dagli studenti italiani nelle ultime rilevazioni dell’Ocse: “Non mi sento di definirli pigri. Pigri è una categoria impressionistica che si può buttare lì, potrei farlo anche io su una impressione che arriva a volte anche dai banchi dell’università – spiega Stefania Giannini, che poi aggiunge – La cultura dello studio, del sacrificio e l’importanza di questa dimensione per il riscatto individuale e collettivo si è un po’ persa nella nostra società, e anche nelle famiglie”.

Un problema che è, anzitutto, culturale: “Il rapporto che c’è tra l’acquisto di un’utilitaria e il mantenimento di un ragazzo all’università è più o meno lo stesso – sottolinea il ministro – Non so quante famiglie preferiscano all’utilitaria la garanzia di un futuro ai propri figli: dovremmo recuperare tutti la cultura e il valore dello studio”.

Infine, una battuta sugli insegnanti e sul loro ruolo nel sistema istruzione: “L’insegnamento è il mestiere più bello del mondo – ha detto l’ex Rettore e docente di linguistica all’Università per Stranieri di Perugia – E se i miei figli , che stanno facendo studi che non li indirizzano direttamente, trovassero questa passione gli consiglieri subito di fare i professori perché dà grandi soddisfazioni”.

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