Filas premia “Drop share”, la prima app per una mobilità ecosostenibile

Un ”green trainer” nel cellulare per adottare, attraverso il gioco, uno stile di vita piu’ salutare e allo stesso tempo salvaguardare Roma dall’inquinamento. Si chiama Drop Share ed e’ la migliore app per la mobilita’ urbana ecosostenibile premiata da Filas al Cleanweb Hackathon di Roma.

Ad aggiudicarsi il ”Filas Guerilla Cyclers Prize” del valore di 2 mila euro e’ Green Moon, un gruppo di 5 ragazzi dell’Universita’ La Sapienza di Roma guidati da Luca Vallarelli, 22 anni. Tra le motivazioni del premio, la perfetta adesione all’obiettivo richiesto e l’uso di mappe open Osm (e Google) del portale Futouring.com.

Con questa app si potranno calcolare, oltre alla quantita’ di Co2 risparmiata, gli alberi salvati e le calorie bruciate da ognuno di noi muovendosi in citta’ a piedi o in bicicletta. Ogni comportamento virtuoso verra’ premiato con un “drop” (una canzone, un video ecc.) che incentiva le sfide tra gli utenti piu’ ecosostenibili. Al secondo posto si e’ classificata la app “Breath in” dello spagnolo Gustavo Giudici, che, attraverso un dispositivo indossabile, registra ed elabora dati individuali (umidita’, temperatura, battito cardiaco, No2).

La stessa app si e’ aggiudicata anche il secondo posto nella sfida generale dell’Hackathon, portando a casa il premio di mille euro. Terzo classificato nella gara ”Guerilla Cyclers Prize” di Filas e’ Ecorun del team romano Fieldeffectlabs: oltre a misurare la Co2 risparmiata dall’utente, monitora attraverso una blackbox anche i dati dell’ambiente circostante.

 

M d’A

Total
0
Shares
Lascia un commento
Previous Article

L'Asl di Olbia alla ricerca di tecnici di radiologia

Next Article

Venti anni per la Sun. Rettore Rossi: "l'ateneo è un ascensore sociale"

Related Posts
Leggi di più

Studentessa muore a pochi esami dalla laurea: l’università la proclamerà lo stesso “dottoressa”

Irene Montuccoli avrebbe compiuto oggi 22 anni. E' morta nei giorni scorsi in seguito a dei forti mal di testa. Sul suo decesso la Procura di Reggio Emilia ha aperto un fascicolo perché la ragazza, che era andata più volte al Pronto soccorso, era sempre stata dimessa. Irene era appassionata di motori e stava per laurearsi in Ingegneria del veicolo. L'ateneo di Modena e Reggio Emilia ha avviato l'iter per la laurea alla memoria.