Farnesina, da oggi la Cina è più vicina

dizionariocineseitaliano.jpgUn ponte linguistico per unire due culture sempre meno lontane, dare ulteriore impulso ai rapporti bilaterali, stimolare la conoscenza reciproca, ma anche per aiutare il dialogo politico: il “Grande dizionario cinese-italiano”, a cura di Giorgio Casacchia e Bai Yukun (Isiao 2008), presentato oggi alla Farnesina nasce con tanti ambiziosi obiettivi.
Per il sottosegretario agli Esteri Stefania Craxi si tratta di un «passo fondamentale» nelle relazioni tra Roma e Pechino, che già vantano un «eccellente dialogo» e una «cultura millenaria alle spalle». Importanti nei rapporti tra due Paesi, ha sottolineato la Craxi, sono gli investimenti, ma non bisogna «limitarsi al settore economico-commerciale» ed è piuttosto necessario «comprendere l’intero tessuto di relazioni bilaterali».
È in quest’ottica, ha ribadito il sottosegretario, che il “Grande dizionario cinese-italiano” è un «importante contributo», oltre a essere un «testo che per dimensioni e qualità supera di gran lunga ogni aspettativa». Il “Grande dizionario cinese-italiano” accoglie un vasto repertorio di termini che costituiscono il lessico di base della lingua cinese oltre a un gran numero di voci appartenenti a lessici specialistici, fino ai forestierismi entrati nel gergo comune e ai detti e ai proverbi di cui la lingua cinese è molto ricca e che raramente hanno espressioni equivalenti in italiano.
Il dizionario è il frutto di un’instancabile raccolta di dati e di ricerche di Casacchia dell’Università degli Studi di Napoli ‘L’Orientale’ e di Bai, lessicografo dell’Università di lingue di Pechino. Il manuale, diviso in due volumi, ha spiegato Casacchia, «è uno strumento di utilità concreta», che verrà utilizzato anche dall’Ice per sostenere la penetrazione delle aziende italiane in Cina.
Una delle particolarità del dizionario, ha sottolineato Casacchia, sta nell’«attenzione alle voci cinesi sulla cultura italiana, ovviamente trascurate dalla lessicografia anglo-americana e francese». Il docente, esperto culturale della Sezione di Shanghai dell’Istituto italiano di cultura, ha quindi ribadito come l’opera sia «uno strumento di consultazione molto più ampio dei dizionarietti tascabili e alquanto approssimativi» sinora presenti sul mercato.

Manuel Massimo

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