Dopo Enna, Città di Castello. Cepu ci riprova: "Scorciatoia per entrare a Medicina"

Dopo la vicenda del Corso di Laurea in Medicina dell’Università Kore di Enna, tristemente protrattasi in questi mesi tra diffide del MIUR e sigilli della Guardia di Finanza, emerge un secondo caso a Città di Castello, a seguito di una convenzione tra CEPU e la Medical University di Sofia, di un corso di laurea privato che consente di aggirare il test d’ingresso tramite una retta di iscrizione di 18.000 €.
“Il dilagare di questo fenomeno è inaccettabile, si tratta di una assurda speculazione sulle aspirazioni degli studenti” dichiara al Corriere dell’Università Alberto Campailla – portavoce di Link Coordinamento Universitario  Il MIUR deve dimostrare di avere il controllo della situazione perché, per la seconda volta dopo l’università Kore di Enna, casi di questo genere sono rivelati dalla stampa e il Ministero arriva in ritardo”.
“Abbiamo già denunciato quanto sia ingiusto pensare di poter aggirare l’ingiusto sistema di selezione basato sul test d’ingresso, con una selezione ancora più ingiusta basata sul censo e sulla disponibilità economica delle famiglie degli studenti” dichiara Lorenzo Paglione, responsabile di Link – Area Medica “Il caso di Città di Castello, come quello di Enna, è un chiaro esempio di come alcuni enti privati stiano cercando di far profitto sull’illusione di poter aggirare il Numero Chiuso di Medicina.”
“Il Ministero non può stare a guardare” – conclude Campailla – di fronte all’ennesimo segnale di un sistema che scricchiola e lascia sempre più spazio a iniziative di questo genere, occorre riaprire il dibattito pubblico sul meccanismo di accesso a Medicina e Chirurgia e sulle prospettive future della formazione medica”.

Total
0
Shares
Lascia un commento
Previous Article

PhD ITalents: 980 imprese pronte ad accogliere dottori di ricerca

Next Article

Zerocalcare: "La mia generazione si è dannata l’anima per trovare un posto nel mondo e ha visto tradite le sue aspettative"

Related Posts
Leggi di più

Un fondo per le iniziative degli atenei sulla legalità: “I giovani non sanno chi erano Falcone e Borsellino”

Presentato al Senato il fondo di 1 milione di euro a disposizione delle università italiane per diffondere le cultura delle legalità con seminari ed incontri. La ministra Maria Cristina Messa: "In questo modo rendiamo organiche iniziative che fino ad oggi erano state solo sporadiche e lasciate alla volontà di ogni singolo ateneo".
Leggi di più

Gran Bretagna, niente visto speciale per i nostri laureati: le università italiane considerate “troppo scarse”

Il governo britannico mette a disposizione una "green card" per attrarre giovani talenti e aggirare così le stringenti regole imposte dalla Brexit. Potranno partecipare però solo chi si è laureato in una "università eccellente" in giro per il mondo. Dall'elenco però sono state esclusi tutti gli atenei italiani considerati quindi non all'altezza in basse ai risultati nelle più prestigiose classifiche mondiali.