DL Istruzione, gli studenti non ci stanno: “Basta riforme calate dall’alto”

DL ISTRUZIONE

E’ notizia di questi giorni la volontà del governo di varare un riordino normativo e codificatorio della legislazione in materia di scuola, università e ricerca, necessario per via della frammentazione eccessiva nella quale questa oggi si trova. A leggere il testo però è facile riscontrare come si vada ampiamente oltre il semplice “riassetto e codificazione delle disposizioni vigenti”, così come recita l’art’1 dello schema di legge delega al governo.

“Dopo aver elencato le necessarie correzioni e adeguamenti da fare alla normativa vigente, – dichiara Federico del Giudice della Rete della Conoscenza- la legge enuncia infatti una serie di obiettivi politici che si propone di attuare, come una riforma organica del personale docente della scuola, modificare gli attuali organi collegiali della scuola, intervenire sullo stato giuridico del personale docente degli istituti scolastici,  sulla contribuzione studentesca universitaria, sull’abilitazione scientifica nazionale, sulla Valutazione e tanto altro. Appare chiaro come si voglia intervenire su temi delicati, da sempre al centro di un dibattito aspro e profondo dentro e fuori i luoghi della formazione, sulle quali le ricette che da anni vengono propinate dalla maggior parte delle forze politiche non ci vedono concordi.”

“Riteniamo che sia un problema, prima di tutto democratico, voler affrontare questi temi attraverso una legge delega, esautorando il Parlamento dalle sue funzioni, e senza prevedere un confronto con le parti sociali e in particolare con gli studenti, che proprio in questi giorni sono scesi in piazza in decine di città italiane per chiedere un cambio netto delle politiche sull’istruzione e dire no a questa legge di stabilità – dichiara Alberto Campailla, portavoce di Link Coordinamento Nazionale -. Negli ultimi 5 anni gli studenti hanno duramente contestato, nel metodo prim’ancora che nel merito, ogni riforma calata dall’alto, proponendo di contro le proprie idee e proposte di scuola ed università: sbaglia il Ministro Carrozza a segnare anche su questo continuità col passato”.

“E’ inaccettabile che il governo chieda per sé una delega in bianco per riformare, fra i tanti punti spinosi, gli organi collegiali. Non si possono scavalcare con questi escamotage le istanze democratiche degli studenti che  l’anno scorso hanno bloccato la legge Aprea e quest’anno hanno protestate contro una legge di stabilità sorda ai propri bisogni e che sono pronti quindi a mobilitarsi contro l’ennesimo attacco alla democrazia scolastica – attacca Roberto Campanelli coordinatore dell’Unione degli Studenti. Crediamo sia necessario invertire radicalmente la rotta anche sul terreno dei finanziamenti: la formula “senza oneri per lo stato” è oramai una costante dei provvedimenti sull’istruzione, e il DL di Settembre in questo non è molto diverso. Servirebbe piuttosto dare un segnale inverso, riconvertendo sull’istruzione e la ricerca risorse utilizzate sui settori militari, per le scuole private, le grandi opere”.

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