Dirigente Miur tenta il suicidio lanciandosi da una finestra: era indagata per corruzione. E’ grave

Gesto disperato di Giovanna Boda, a capo del dipartimento per le risorse umane, finanziarie e strumentali del Ministero dell’Istruzione

Un gesto disperato quello di Giovanna Boda, a capo del dipartimento per le risorse umane, finanziarie e strumentali del Ministero dell’Istruzione: ha tentato il suicidio questo pomeriggio gettandosi dal secondo piano di un palazzo di Roma. Adesso è ricoverata al Policlinico Gemelli di Roma e le sue condizioni sono molto gravi.

Inchiesta della Procura per corruzione

Il motivo del gesto sarebbe riconducibile ad un’ipotesi di corruzione che vede coinvolto anche il noto imprenditore Federico Bianchi di Castelbianco, psicoterapeuta romano editore dell’agenzia Dire, nonché presidente dell’Istituto di Ortofonologia di Roma. Probabilmente la dirigente Boda non ha retto all’urto della perquisizione avvenuta nei suoi uffici, nella sua casa romana, nonché in una soffitta nelle sue disponibilità. Secondo gli inquirenti la Boda avrebbe ricevuto indebitamente ingenti somme di danaro, più altri utilità per sé o per terzi: si parla di una cifra di 679 mila euro circa.

Secondo gli investigatori che stanno indagando sul caso di presunta corruzione, coordinati dal pm Carlo Villani, la dirigente aveva anche l’uso della carta di credito di Castelbianco al quale la Boda avrebbe affidato, anche direttamente, diversi incarichi. Ieri dopo le perquisizioni alla Boda erano stati sequestrati telefonino, pc e la Finanza aveva poi messo al setaccio gli uffici di Viale Trastevere, inclusi quelli dei suoi stretti collaboratori.

Ai vertici del Ministero da tempo

La Boda lavora al Ministero dell’istruzione da tantissimi anni: entrata come rappresentante degli studenti ha fatto una carriera di tutto rispetto salendo negli anni tutti i gradini del potere, fino ad arrivare ai suoi vertici.

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