Decreto anti-rave, la Ministra Bernini assicura: “Norma non vale per Scuola e Università”

“Se mi si chiede se può essere modificato dal Parlamento rispondo ‘ci mancherebbe’, è un decreto legge e quindi in questo momento è una proposta che tecnicamente il governo fa al Parlamento”

“Da ministro dell’Università dico che questa norma non si applica a manifestazioni di dissenso che potrebbero avvenire nelle università e nelle scuole, qualunque forma di dissenso non ha alcunché a che spartire con questa norma”.

Così il ministro dell’Università Anna Maria Bernini,  a Torino per un incontro con il presidente della Regione, Alberto Cirio, il sindaco, Stefano Lo Russo, i rettori degli atenei  piemontesi e il presidente di Edisu, Alessandro Sciretti a proposito del decreto sui rave party. 

“Se mi si chiede se può essere modificato dal Parlamento rispondo ‘ci mancherebbe’ – ha aggiunto  – è un decreto legge e quindi in questo momento è una proposta che tecnicamente il governo fa al Parlamento e su cui il Parlamento può lavorare. Una proposta che io considero largamente condivisibile perché è doveroso, non opportuno, doveroso,  garantire la libera manifestazione del pensiero, la libertà di opinione, ma non l’illegalità“. 

“Tutto ciò che è illecito ed illegale lo Stato lo deve contrastare. Se si vuole precisare il contenuto della norma, ho sentito alcune eccellenze giuridiche considerare  l’ambito di applicazione  un po’ troppo generico, e importante che sia chiaro che ad un comportamento illecito ed illegale, ad un comportamento abusivo che riguarda immobili o terreni  pubblici o privati altrui deve corrispondere una sanzione“, ha concluso Bernini.

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