Crisi economica, colpiti di più gli under 35 (-5,4%) e le donne. Cgil: “Bomba sociale”

Secondo l’osservatorio Jobless society (Fondazione Feltrinelli) la disoccupazione giovanile è destinata a salire

La seconda ondata della pandemia non ha risparmiato le categoria più a rischio nel mercato del lavoro italiano: giovani, donne e precari. Secondo l’Istat ed Eurostat nel mese di dicembre si sono persi 101 mila posti di lavoro, di cui 99mila sono donne. Ma il dato più allarmante sono gli inattivi: +482mila unità. Quasi mezzo milione in più rispetto al mese di dicembre 2019. I disoccupati complessivi sono 2.257.000 con un aumento di 34mila unità su novembre e però un calo di 222mila su dicembre 2019. Il dato risente del largo utilizzo della cassa integrazione e del blocco dei licenziamenti oltre che dell’uscita dal mercato del lavoro delle persone che non hanno fiducia nella possibilità di trovare un impiego e sono contati tra gli inattivi, saliti a 13.759.000 con un aumento di 42mila unità su novembre e di 482mila unità su dicembre 2019 (+3,6%).

Nel complesso il tasso di occupazione scende al 58% (-0,2 punti percentuali rispetto a novembre, -o,9% nel confronto con dicembre 2019) e quello di disoccupazione sale al 9% (+0,2 punti). Nella fascia giovanile, 15-24 anni, sale al 29,7% (+0,3 punti). Rispetto al dicembre 2019 è l’1,3% in più, mentre per le altre fasce di età il tasso anno su anno è diminuito: nel complesso è calato dello 0,6% in un anno, mentre il tasso di inattività è salito di 1,5%. Nell’Eurozona invece il tasso è rimasto stabile all’8,3%, comunque in rialzo rispetto al 7,4% del dicembre 2019. Una tabella dell’Istat mostra che, al netto della componente demografica (la progressiva diminuzione della popolazione più giovane), si conferma un forte calo degli occupati under 35 (-5,4%) mentre crescono dello 0,6% gli over 50.

A lanciare un campanello di allarme era stata in dicembre la Fondazione Feltrinelli, che attraverso l’osservatorio sulla Jobless society aveva puntato il dito contro un sistema lavoro che esclude i giovani. “Non siamo attrattivi per i talenti del mondo e quelli che rimangono non hanno opportunità di avanzare, spesso neppure di impiegarsi”, dichiara a Corriereuniv il direttore Massimiliano Tarantino. “Secondo le nostre analisi, per il 2020, il tasso di disoccupazione per le persone fra i 15 ed i 24 anni sarà oltre il 33%, contro una media europea del 12.5%, quasi il triplo. E’ il primo segnale di un meccanismo di depauperamento più ampio: soprattutto nel sud del paese le possibilità di lavoro sono ridotte, specie per i lavori qualificati. Chi ha la possibilità di trovare un lavoro interessante per la propria carriera se ne va. Forse non sarebbe neppure drammatico, se non fosse che non arrivano altri”.

La data segnata in rosso sul calendario è il 31 marzo 2021, termine entro il quale scadrà il blocco dei licenziamenti che per ora ha evitato il peggio. “Rischio sempre più imminente: se a primavera non verrà prorogato saremo di fronte ad una vera a propria bomba sociale“, afferma la segretaria confederale Filmcams, Tania Scaccheti (Cgil). “Chiediamo di riformare subito il sistema di protezioni sociali. Dobbiamo rilanciare il contratto di solidarietà difensiva e – sottolinea – creare un sistema universale di sostegno al reddito che non lasci indietro nessuno, a partire dai lavoratori con contratti precari e discontinui”.

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