Contro la crisi gli studenti si inventano cuochi, spopola il supper club

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E’ arrivata anche in Italia: la nuova tendenza è sbarcata a Milano e potrebbe diffondersi presto in tutta Italia.

Mai sentito parlare di supper club?

Ad Amsterdam, Londra, San Francisco e Istanbul, sono diventati più famosi dei ristoranti. Anche perché sono notevolmente più economici.
A qualcuno piace descriverne il lato misterioso ed avventuroso e ne parla come di“cene occulte”: in realtà, il supper club è figlio della recessione e della crisi.

Sì,  perché molti giovani lavoratori che hanno un innato talento in cucina e non sanno come sbarcare il lunario hanno deciso di aprire una sorta di locanda in casa. Un modo per combattere la disoccupazione ed inventarsi una nuova professione.
Si fissa un appuntamento, si diffonde il menù tramite internet e les jeux sont faits. Al posto del ristorante, i clienti si accomodano nel soggiorno dell’abitazione di uno sconosciuto.
Qualcuno è stato pessimista sulla possibilità che la novità si possa diffondere anche in Italia. Ma lo si diceva anche dei bed and breakfast, che poi, al contrario, hanno avuto un boom senza precedenti anche nel nostro Paese.
Inoltre, si sa, tutti gli italiani sono bravi in cucina.
“Qualcuno ha importato l’idea a Roma, ma ha copiato esattamente le stesse parole della pubblicità a Parigi”, ha detto Shakira Jones, giornalista inglese che ora vive a Roma.
“Ciò fa apparire l’iniziativa poco spontanea ed, in ogni caso, l’abitudine di invitare sconosciuti a cena non è molto “italiana”. Roma non ha una comunità internazionale forte quanto Parigi, né lo stesso carattere bohémien, motivo per cui dubito che avrà successo”.
Eppure, sul web iniziano ad apparire i primi siti internet.
A Milano, c’è Piano Decimo, la “cucina segreta nel cuore della città”.
“Amo la cucina povera, quella dei piatti semplici, umili, la cucina di casa che sa di antico, di pazienza e di attese”, scrivono. E pubblicano su Flickr le fotografie dei loro piatti.
Nella capitale della moda, poi, è nato anche il “Ma Hidden kitchen supper club”, che pubblica le foto dei suoi clienti a tavola. I clienti, quindi, sembrano non mancare.
Certo, il supper club non è regolamentato in Italia da alcuna legge, per il momento. E qualcuno potrebbe sollevare perplessità sulla capacità di rispettare le norme sanitarie in materia.
Eppure, la crisi potrebbe fare molto apprezzare alla gente questa idea. E perché no, anche in Italia si potrebbe sviluppare l’abitudine di andare a cena a casa di uno sconosciuto.
AZ

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