Concorso MYmovies per giovani critici cinematografici

È on line il bando per partecipare al concorso “Scrivere di cinema – premio Alberto Farassino” indetto dal sito MYmovies.it, portale dedicato ai film e alle pellicole cinematografiche. Il concorso è dedicato a tutti gli appassionati di critica cinematografica ed in particolare ai giovani col pallino della recenzione.
I partecipanti, infatti, saranno chiamati a recensire, a propria scelta, film usciti nelle sale cinematografiche italiane nel periodo compreso tra il primo luglio 2008 e il 30 giugno 2009.

Tre le sezioni del concorso: per i giovani under 28 e per gli studenti del triennio delle scuole secondarie di II grado è richiesta la recensione classica (con lunghezza che va da un minimo di 1100 a un massimo di 3600 caratteri, spazi inclusi).
Formula più audace e sintetica, invece, per gli studenti del biennio delle scuole secondarie di II grado, chiamati a cimentarsi nella recensione del film scelto nella lunghezza di un SMS (massimo 160 caratteri).
MYmovies pubblicherà le recensioni dei vincitori e offrirà ai primi classificati un contratto di collaborazione. Il bando completo è visibile all’indirizzo www.scriveredicinema.mymovies.it.
Il termine di consegna delle recensioni, da inviare direttamente on line, è fissato per la mezzanotte del 30 giugno 2009.

Total
0
Shares
Lascia un commento
Previous Article

Borse di studio per specializzarsi in diritto civile

Next Article

Pavia, la lingua italiana incontra i ragazzi

Related Posts
Leggi di più

Facebook, in Europa 10mila posti lavoro in 5 anni

. "La regione sarà messa al centro dei nostri piani per aiutare a costruire il metaverso che ha il potenziale di aiutare a sbloccare l'accesso a nuove opportunità creative, sociali ed economiche", spiegano Nick Clegg, Vice Presidente Global Affairs del colosso di Menlo Park
Leggi di più

Salario minimo, cos’è e perché ce lo chiede l’UE

A riporta in auge il tema è una proposta rilanciata da Partito democratico e Movimento 5 Stelle. Tranne timide eccezioni, l'idea non sembra però raccogliere l'entusiasmo né delle parti sociali, né degli altri partiti di maggioranza. Eppure allargando lo sguardo, solo sei Paesi europei, Italia compresa, non possiedono una normativa del genere.