Con Elsa per lavorare all’estero

guida-stage-internazionale-285x280

Volare negli Stati Uniti o in Europa per un’esperienza di lavoro che arricchirà il curriculum ed i parte anche il portafoglio. Si tratta di esperienze che consentono ad un laureato o laureando in materie giuridiche di partecipare a progetti di studiostage in studi legali, esperienze di cooperazione e periodi formativi di grande pregio.

 I paesi sono Austria, Croazia, Cipro, Germania, Belgio, Paesi Baltici, regione del Caucaso, Russia, Regno Unito e giù fino ad oltre l’Oceano, con un’esperienza in uno studio legale di Detroit inAmerica. Le occasioni sono divise in base alle competenze richieste, dunque le aree del diritto che durante il periodo formativo e lavorativo si potranno approfondire: diritto civile, pubblico, diritto comparato, storia del diritto, diritto del lavoro, diritto commerciale

Per partecipare gli studenti di Giurisprudenza e di materie giuridiche devono rivolgersi alle sezioni cittadine dell’Elsa (the European Law Student’s Association), ce ne sono in ogni città, pagare la quota associativa e compilare, insieme al tutor dei tirocini, il curriculum da inviare alla sezione internazionale che provvederà agli smistamenti. Le candidature vanno inviate più o meno entro maggio (ogni occasione ha la sua, diversa, deadline): è importantissimo registrarsi in tempo.

Total
0
Shares
Lascia un commento
Previous Article

Asportato tumore da 38 chili dal corpo di una donna

Next Article

Madonna in Malawi per finanziare nuove scuole

Related Posts
Leggi di più

Facebook, in Europa 10mila posti lavoro in 5 anni

. "La regione sarà messa al centro dei nostri piani per aiutare a costruire il metaverso che ha il potenziale di aiutare a sbloccare l'accesso a nuove opportunità creative, sociali ed economiche", spiegano Nick Clegg, Vice Presidente Global Affairs del colosso di Menlo Park
Leggi di più

Salario minimo, cos’è e perché ce lo chiede l’UE

A riporta in auge il tema è una proposta rilanciata da Partito democratico e Movimento 5 Stelle. Tranne timide eccezioni, l'idea non sembra però raccogliere l'entusiasmo né delle parti sociali, né degli altri partiti di maggioranza. Eppure allargando lo sguardo, solo sei Paesi europei, Italia compresa, non possiedono una normativa del genere.