“Compro oro”: un business che conferma la crisi

Aprono ovunque negozi dove si vende oro usato in cambio di contante. Luci (e ombre) di un business che cavalca la crisi

Spuntano in tutta Italia negozi dove chiunque può vendere oggetti in oro e ricevere in cambio contanti. Subito. La crisi spinge a rinunciare ai “gioielli di famiglia” pur di racimolare denaro per far fronte a qualsiasi tipo di spesa.

I clienti, che dall’inizio del 2012 in Italia sono aumentati del 20% rispetto allo scorso anno, sono famiglie ma anche pensionati, studenti, dipendenti, padri di famiglia, magari respinti dalle banche, che hanno bisogno di liquidità immediata, magari con una bolletta in mano da pagare. Oppure che vuole fare un regalo, un viaggio.
Insomma, poche spese e buon guadagno, i “Compro Oro” nell’arco del 2012 sono cresciuti del 15%. Secondo una ricerca dell’Adoc, sono circa 350mila euro per esercizio con un totale nazionale di quasi 2 miliardi di euro. Ma occhio alla legalità Molti negozi contravvengono alla legge, che impone di trattenere per 10 giorni la merce, affinché le autorità possano verificare se si tratta di refurtiva. Gli oggetti e le generalità di chi vende dovrebbero essere scritte in un apposito registro, cosa che spesso non avviene.

Valentina Bonavolontà

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