Caro libri, ti combatto così

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Studiare costa caro. Millecinquecento euro, è la cifra che in media si spende, soltanto per procurarsi i libri di testo, sia nei cinque anni di scuole superiori che per un corso di laurea triennale. A cominciare dalle medie, fino a giungere alle università, il “capitolo libri” è tra le voci che più affliggono le tasche dei ragazzi e quelle delle loro famiglie. Nella scuola il salasso arriva a settembre. Per l’anno scolastico 2012/13 il costo della spesa libraria è stato fissato dai decreti del Miur n. 42 e 43 dell’11 maggio 2012: alle medie si va dal tetto di 294 euro in prima, ai 117 euro in seconda fino ai 132 in terza; per le superiori l’importo varia a seconda dell’istituto, la dotazione dei testi del primo anno possono arrivare a 299 euro negli istituti professionali, 320 in quelli tecnici così come al liceo scientifico, per il linguistico e il classico si possono spendere sino a 335 euro. Puntualmente capita che si sfori, pagando più di quanto indicato dal tetto ministeriale. E la tecnologia non aiuta, visto che da quest’anno l’adozione obbligatoria di testi “misti” (sia cartacei che digitali) ha reso di fatto inutilizzabili molte vecchie edizioni.

 

Nelle università è arduo stabilire una spesa media. In un’indagine sul caro-vita degli studenti fuorisede realizzata un anno fa dal Movimento Consumatori si indicava un costo generale pari a 500 euro annui per l’acquisto dei libri di testo negli atenei pubblici italiani. I prezzi sono soggetti a notevoli variazioni legate alla tipologia di corsi e materie. La conferma arriva viaggiando tra le diverse facoltà. «Il costo medio di un testo nel mio corso è di 20 euro» – dice Daniela, iscritta al terzo anno di Lettere alla Statale di Milano – «L’anno scorso per sette esami ho speso intorno ai 350 euro». Ci si sposta a Roma, alla Sapienza, dove Giovanni studia Ingegneria – «Per fortuna utilizzo molte dispense e appunti così riesco a tagliare parecchio i costi. La spesa media annua? Direi 500 euro acquistando tutto». Infine, racconta Marcello – «Da noi ogni libro è un vero investimento» – parla da neolaureato in Medicina e Chirurgia alla Federico II di Napoli – «Non mi scorderò mai il testo di Anatomia pagato 200 e passa euro».

Quali sono allora le soluzioni per fronteggiare il famigerato caro libri? Questi i consigli per evitare il salasso.

 

Mercato dell’usato. È tra i rimedi più antichi e, allo stesso tempo, più preziosi con un risparmio che è stimato fino al 50%. Vantaggioso anche per gli ex-studenti che possono disfarsi dei testi ormai inutili recuperando qualche euro. Dove trovare l’usato? Soprattutto nei mercatini organizzati dai ragazzi stessi con stand e bancarelle per la libera compravendita: per trovarli fate una piccola ricerca nella vostra città. Tra le variabili che incidono sulla valutazione del volume c’è lo stato d’usura: sottolineature, segni grafici e pagine rovinate incidono negativamente. Altro punto a favore dei mercatini è l’immediata disponibilità dei testi. L’usato lo si può trovare anche nei pressi delle librerie universitarie con sconti che, però, non arrivano mai a dimezzare il prezzo di copertina.

 

Fotocopie. Pochi capitoli di più testi da portare in sede di esame. La soluzione più semplice è fotocopiare soltanto le pagine necessarie. Il salvadanaio ringrazia. Il prezzo di una fotocopia in bianco e nero si aggira intorno ad un minimo di 3 centesimi. Non esistono purtroppo tariffe regolate e in molte copisterie, soprattutto fuori dalle zone universitarie, una singola copia può arrivare anche a costare 10-12 centesimi. E quanto si può fotocopiare? La normativa sul Diritto d’Autore è disciplinata in Italia dalla legge 633/41. Si stabilisce che “è consentita la riproduzione mediante fotocopia, xerocopia o sistema analogo purché si rispetti il limite del 15% del volume o fascicolo”.  L’illecita attività di fotoriproduzione è punita con multe e sanzioni amministrative fino alla reclusione.

 

Internet. In rete pullulano gli spazi dell’universo studentesco. Dai forum di facoltà ai gruppi e le pagine Facebook di determinati corsi, tenete sempre sott’occhio ciò che scrivono i vostri colleghi e compagni di studio. Gli annunci e i post più ricorrenti riguardano, infatti, la vendita di appunti e libri. Bisogna essere i primi a rispondere per ottenere il diritto a contrattare. Tanti giovani scelgono invece di acquistare a prezzi scontati dalle librerie online (Amazon, Ibs, Bol) mentre altri ricorrono alle più comuni piattaforme per scaricare files (Emule, Torrent e altri software p2p). In questo caso si entra nella spinosa questione del download digitale. Se si tratta di testi coperti da copyright, anche sul web valgono le precauzioni e le disposizioni legate al rispetto del diritto d’autore.

 

Prestito. La condivisione è sempre un’ottima ricetta anti-crisi. Siete un gruppo di studio composto da più persone? Avete tre date d’appello ben intervallate tra di loro? Con un pizzico di organizzazione e forza di volontà è possibile sostenere l’esame in date sempre differenti e scambiarsi i testi secondo le rispettive scadenze. Questa è una risposta intelligente: acquistare un unico libro per poi passarlo di mano in mano. La condivisione può avvenire anche senza spendere un euro, grazie ad un servizio troppo spesso ignorato dai ragazzi come quello offerto dalle biblioteche. Dove rivolgervi? Potete andare nelle biblioteche nazionali o statali presenti nelle principali città italiane oppure, più semplicemente, nelle biblioteche di facoltà dei singoli atenei

 

Ancora la campanella. Per gli scolari ci sono altri rimedi da tenere a mente. In primis non è raro affidarsi ad alcune catene di supermercati che permettono la prenotazione di testi all’ingrosso con uno risparmio di circa il 15%. A volte sono le istituzioni, soprattutto i Comuni, a predisporre agevolazioni per le famiglie dai redditi meno alti. Infine si può dar vita ad azioni collettive come la costituzione di Gruppi di Acquisto Solidale in collaborazione diretta con scuole e istituti.

 

Risorse online

L’elenco dei migliori siti dedicati allo scambio e alla compravendita di testi, selezionati per voi.

Libreria Universitaria (www.libreriauniversitaria.it) – Consente di ricevere libri a domicilio e restituirli dopo l’utilizzo. Dopo una proposta di riacquisto, il ritiro viene eseguito tramite corriere e l’importo va in un “borsellino virtuale” riutilizzabile.

Baratto Libri (www.barattolibri.com) – Per lo scambio e l’acquisto basta lanciare la ricerca nel database, senza doversi registrare. È necessario creare un account per usufruire dei servizi aggiuntivi come l’inserimento di inserzioni.

Libridea (www.libridea.it) – Medie, superiori e università. E ancora libri antichi, di lettura, ebook. C’è di tutto su questo spazio riservato all’usato. “Ricerca testo” veloce e intuitiva dall’home page selezionando semplicemente una materia a scelta.

Testi Usati (www.testiusati.com) – È sufficiente un dato: più di 19000 testi inseriti. Si definisce il primo sito italiano completamente gratuito per la compravendita di testi universitari. Aggiornamento quotidiano dei nuovi titoli presenti.

Il Libraccio (www.libraccio.it) – Volumi sia nuovi che usati (persino fuori commercio). Il pagamento avviene in contrassegno o con carta di credito, e la spedizione tramite posta/corriere. Interessanti le sezioni “Scolastici” e “Libri usati”.

Liber Liber (www.liberliber.it) – Biblioteca digitale nata nel 1993. Ospita per lo più classici (da Dante a Pirandello), ma non mancano edizioni recenti con pubblicazione e download  autorizzati direttamente dalle case editrici o dagli autori stessi.

Compro Vendo Libri (www.comprovendolibri.it) – Servizio a disposizione degli studenti (e non solo). 1.696.385 volumi, tra questi più di centomila testi scolastici. È possibile navigare in più cataloghi. Annunci anche dal forum di discussione.

Libro Libero (www.librolibero.eu) –  Le contrattazioni tra privati avvengono sulla piattaforma. Il sistema funziona come una community in cui l’utente ha una reputazione digitale: un numero di crediti assegnati in base alle sue attività.

 

Fotocopiare gratis?

Il segreto è la pubblicità

Una start-up italiana nata per permettere agli universitari di fotocopiare gratis e senza restrizioni giornaliere, rispettando sempre i vincoli imposti dalla legge (i diritti d’autore impongono un limite del 15%). Il segreto? È nella pubblicità, ciascuna pagina non costa nulla con il retro di ogni facciata riservato agli sponsor. Il Corriere dell’Università ha trovato i tre co-fondatori  Daniel Debash, Daniel Fellah e Joshua Naman per capire l’iniziativa.

Tanto per cominciare, come funziona CopyCopy?

«Allestiamo delle aree in spazi concessi dalle Università con macchine fotocopiatrici e un distributore di card. Per poter iniziare a fotocopiare bisogna registrarsi sul sito ufficiale (www.copycopy.it) e acquistare una carta da un euro: questa è l’unica spesa richiesta. Il resto è gratuito».

Diamo qualche numero. Ragazzi già registrati e partner?

«Allo stato attuale ci sono 7mila utenti registrati. Per quanto riguarda gli sponsor abbiamo circa 30 marchi medi e locali che lavorano con noi e altre grandi aziende presenti in Italia hanno già mostrato interesse».

Ora siete a Roma, dove saranno le nuove aperture?

«La prima CopyCopy Station è stata installata lo scorso ottobre nel campus di Tor Vergata, è prevista l’apertura di altre otto postazioni in quattro grandi città italiane per arrivare a fine 2013 a una ventina di aree. Verso febbraio comunicheremo ufficialmente le prossime sedi».

AP

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