Cariche agli studenti durante le manifestazioni per ricordare Lorenzo Parelli, il caso finisce in Parlamento: “La ministra Lamorgese deve spiegare”

Non si placano le polemiche dopo gli scontri dello scorso fine settimana durante le manifestazioni degli studenti contro l’alternanza scuoloa-lavoro e per ricordare il 18enne morto in un’azienda di Udine nel suo ultimo giorno di stage. Il Pd chiama in causa la ministra degli Interni: “Violenza della polizia contro i ragazzi è inaccettabile”.

Finisce in Parlamento il caso delle cariche della polizia agli studenti che durante lo scorso weekend sono scesi in piazza per ricordare Lorenzo Parelli, lo studente morto in seguito ad un incidente in un’azienda dove stava svolgendo il suo ultimo giorno di stage. La deputata dem Chiara Gribaudo, membro della segreteria nazionale del Partito Democratico, ha annunciato la volontà di presentare un’interrogazione alla ministra Lamorgese sugli scontri avvenuti in diverse città italiane.

“Gli studenti sono scesi in piazza per chiedere alle istituzioni maggiore attenzione e tutela per le loro vite, rivendicando giustamente che ‘non si può morire a scuola’. La risposta delle forze dell’ordine è stata di impedire con la forza cortei non autorizzati. Non è accettabile il modo in cui giovani manifestanti sono stati respinti, picchiati e manganellati da poliziotti in tenuta anti-sommossa. Da un anno ormai assistiamo a cortei non autorizzati di no-vax che hanno bloccato soprattutto le grandi città, arrivando al giorno più buio in cui, accompagnando i fascisti, hanno occupato la sede nazionale della CGIL. Alla aggressività dei manifestanti, alla violenza degli squadristi le forze dell’ordine hanno risposto con un uso equilibrato della forza, a volte trovandosi addirittura impreparati e in assenza di forze sufficienti. E allora, come si può invece perdere equilibrio e saggezza al punto da picchiare studenti evidentemente disarmati?” si chiede la deputata.

Sulla stessa lunghezza d’onda i sindacati. “Gli studenti che sono scesi in piazza sabato e anche nei giorni precedenti erano tristi ed arrabbiati – ha detto Mirko Lami componente della segretaria della Cgil Toscana, con delega al Mercato del lavoro – Avevano le idee chiare: chiedevano e chiedono di cambiare la scuola, fermare gli stage e l’alternanza per tornare all’apprendistato. Per tutta risposta sono stati picchiati dalla polizia. Un fatto gravissimo. C’era da eleggere il capo dello Stato, è vero, ma la ministra Lamorgese e il ministro Bianchi avrebbero già dovuto dare una spiegazione. La aspettiamo. La Cgil Toscana già da tempo ha aperto dei tavoli di confronto con la Regione e con le rappresentanze delle forze politiche in Consiglio per fare chiarezza su tirocini curriculari, extracurriculari e alternanza scuola-lavoro”. Il sindacato, infatti, chiede di tornare all’apprendistato per “impedire ogni e qualsiasi forma di sfruttamento, basta giovani studenti a costo zero in sostituzione di lavoratori e lavoratrici” conclude l’esponente della Cgil.

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