Cambio al vertice, Guarini lascia il posto a Frati

la-sapienza_logo.jpgLa Sapienza volta pagina. Il rettore Renato Guarini, nel corso di una cerimonia solenne, ha incontrato la comunità universitaria tracciando un bilancio del quadriennio di attività 2004-2008. Le note di MuSa Classica, l’orchestra d’ateneo, hanno aperto il momento del “passaggio dell’ermellino” da Renato Guarini al professor Luigi Frati, nuovo rettore del primo ateneo romano a partire dal 1° novembre.
Una sequenza di immagini, realizzate dalla facoltà di Scienze della comunicazione, ha ricordato i momenti salienti del mandato. A seguire l’intervento di Guarini sui principali risultati raggiunti nel corso di questi anni. “E’ dovere del rettore tracciare un bilancio conclusivo del suo mandato, così com’è suo dovere spiegare che cosa è stato fatto e quanto ancora rimane da fare”.
I punti qualificanti hanno riguardato lo sforzo di preservare una dotazione di circa 12 milioni di euro annui destinati alla ricerca. L’utilizzo dei fondi è stato accuratamente monitorato per conoscerne i risultati. Sempre sul tema della ricerca, Guarini ha confermato l’impegno della Sapienza a stabilire una stretta collaborazione con il territorio, attraverso legami con il Comune di Roma, la Provincia e la Regione, oltre che con le associazioni industriali, il sistema bancario e le piccole e medie imprese.
Sulla politica edilizia invece, si è rivelata utile la rinuncia all’affitto delle sale cinematografiche, con la realizzazione di 3.000 nuovi posti banco, resa possibile da ristrutturazioni ed ampliamenti (40.000 mq di nuove superfici).
“Non mi spenderò in discorsi relativi ai punti programmatici previsti per il prossimo mandato – ha spiegato Luigi Frati – questa è la festa di Renato, e non mi pare davvero il caso. Posso solo dire che, già quattro anni fa, in occasione della campagna elettorale, sapevo che la persona più adatta alla carica di rettore era Renato, una persona di grande intelligenza e da cui ho appreso molto. D’altra parte, il mio carattere irrequieto – ha poi ironizzato – non mi consentiva, allora, di aspirare a cariche troppo alte. Ora che sono un po’ più ‘pacato’ invece, sembra che il momento sia quello giusto”.
Manuel Massimo

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