Sicurezza scolastica, arriva il progetto SISIFO

scuole_sicure1-520x245

SISIFO (SIcurezza SIsmica nella FOrmazione scolastica) è un progetto pilota per promuovere innovazione, conoscenza e consapevolezza sul rischio sismico dentro e fuori gli edifici scolastici. Il progetto è stato ideato e coordinato dalla Sezione Centro di Ricerche Sismologiche dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (OGS) di Trieste e ha visto come protagonisti gli studenti delle scuole superiori del nord-est italiano.

Accrescere la consapevolezza individuale del rischio sismico è considerato uno strumento fondamentale per ridurre l’impatto dei terremoti sulla vita delle persone. Per questa ragione, nell’ambito dei progetti finanziati dalla Protezione Civile Nazionale, le istituzioni scientifiche che si occupano di monitoraggio sismico propongono da diversi anni percorsi didattici e formativi dedicati ad adulti e studenti, mentre si stanno perseguendo una serie di iniziative di sensibilizzazione basate sul volontariato, come la campagna IONONRISCHIO.

In questo contesto è nato SISIFO, un progetto realizzato grazie a un finanziamento per la diffusione della cultura scientifica del Ministero dell’istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR), che ha coinvolto circa 40 insegnanti e oltre 400 studenti di 14 diverse scuole secondarie superiori generaliste (licei scientifici e tecnologici) o professionalizzanti (geometri, periti edili etc.) delle regioni Friuli Venezia Giulia, Veneto e Trentino Alto Adige. Ideato e coordinato dalla Sezione Centro di Ricerche Sismologiche (CRS) dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (OGS), il progetto è stato realizzato grazie alla collaborazione di SPRINT-Lab – laboratorio di ricerca dell’Università degli Studi di Udine e della società di Ingegneria Numeria Consulting s.r.l. di Cremona.

“È importante far capire ai ragazzi che la conoscenza e la tecnologia sono condizioni necessarie ma non sufficienti per gestire il nostro pianeta”, ha spiegato Laura Peruzza della Sezione Centro di Ricerche Sismologiche dell’OGS. “L’obiettivo dell’educazione è proprio di far acquisire ai ragazzi la padronanza della propria persona e non solo di una materia specifica” ha proseguito, “SISIFO si inserisce in questo filone e coniuga l’obiettivo di diffusione della cultura del rischio con buone pratiche per la sicurezza sismica”.

La sperimentazione del progetto ha avuto inizio nell’anno scolastico 2013-2014, con una prima fase di formazione e coordinamento degli insegnanti degli istituti che hanno aderito al progetto. In seguito, nelle scuole sono stati installati degli accelerometri per la registrazione dei terremoti mentre gli studenti, supportati dai loro docenti e da esperti provenienti dalle istituzioni scientifiche del territorio, hanno ideato e realizzato iniziative di approfondimento sul tema, per sviluppare una maggiore consapevolezza sulla sicurezza sismica negli ambienti di studio, di lavoro e di vita.

L’obiettivo futuro è ora quello di consolidare la sperimentazione, aumentando il numero di scuole coinvolte in tutta Italia. Imparare a conoscere il rischio sismico è infatti un fattore cruciale per minimizzare le conseguenze di questi eventi catastrofici e renderli meno impattanti, accostando allo stesso tempo i giovani alla consapevolezza che un atteggiamento proattivo in caso di terremoto può fare realmente la differenza.

Total
0
Shares
Lascia un commento
Previous Article

Dal sogno al progetto: una napoletana vola in Australia al G(irls) 20

Next Article

DECRETO PA - E' scontro rettori - governo

Related Posts
Leggi di più

“Vietato salire sull’aereo con i ventilatori polmonari”: Ryanair nega il volo a una dottoranda che deve andare a discutere la tesi

L'incredibile storia capitata a Paola Tricomi, studentessa siciliana della Normale di Pisa che tra qualche giorno dovrà discutere la tesi di dottorato. La compagnia aerea le ha negato la possibilità portare a bordo i due ventilatori polmonari che le servono per respirare. Dopo la mobilitazione sul web la società irlandese ha fatto marcia indietro: "E' stato un equivoco".