Borse di studio, quando il diritto degli studenti esiste solo sulla carta

borse di studio

Uno su cinque ce la fa. Borse di studio, la situazione è drammatica. Sono migliaia gli studenti che non hanno mai percepito un euro nonostante ne avessero tutto il diritto. Fatta la domanda, valutato il rendimento accademico, la situazione economico-patrimoniale e ritenuti idonei al conferimento di una borsa di studio, l’anno scorso sono stati ben 35 mila gli studenti che non hanno poi ricevuto il sovvenzionamento. Un’anomalia tutta italiana, con enormi disparità tra Nord e Sud del Paese.

La maglia nera spetta alla Campania, come riporta questa mattina il Sole 24 Ore: sono 15.094 gli studenti che hanno diritto a una borsa di studio, ma solo in 4.252 l’hanno ottenuta, il 28 %. All’Università del Sannio il tasso sprofonda al 12 %, all’Orientale di Napoli si tocca il 14 %, contro il 100 % degli idonei ed assegnatari dell’Università di Siena.

Da tempo gli studenti d’Italia, organizzati in organizzazioni e associazioni, lamentano la situazione oramai drammatica che riguarda le borse di studio. Vorremmo ricordare che lo studio, oltre ad essere un diritto tutelato dalla Costituzione, è finanziato dagli stessi studenti, con una tassa regionale che arriva ai 140 euro a testa all’anno. La domanda, dunque, sorge con forza: dove vanno a finire quei milioni di euro sborsati dagli studenti?

Raffaele Nappi

 

 

Total
0
Shares
Lascia un commento
Previous Article

Bonus Maturità, si riaccende la polemica. Gli studenti contro il neo ministro: "Siamo sconcertati dalle sue dichiarazioni"

Next Article

I giovani italiani vivono con la paghetta e accetterebbero lavori umili pur di guadagnare

Related Posts
Leggi di più

Un fondo per le iniziative degli atenei sulla legalità: “I giovani non sanno chi erano Falcone e Borsellino”

Presentato al Senato il fondo di 1 milione di euro a disposizione delle università italiane per diffondere le cultura delle legalità con seminari ed incontri. La ministra Maria Cristina Messa: "In questo modo rendiamo organiche iniziative che fino ad oggi erano state solo sporadiche e lasciate alla volontà di ogni singolo ateneo".
Leggi di più

Gran Bretagna, niente visto speciale per i nostri laureati: le università italiane considerate “troppo scarse”

Il governo britannico mette a disposizione una "green card" per attrarre giovani talenti e aggirare così le stringenti regole imposte dalla Brexit. Potranno partecipare però solo chi si è laureato in una "università eccellente" in giro per il mondo. Dall'elenco però sono state esclusi tutti gli atenei italiani considerati quindi non all'altezza in basse ai risultati nelle più prestigiose classifiche mondiali.