Biesse, la tecnologia cresce in azienda

biesseinside_2111.jpgOrientamento, innovazione e ricerca, ma anche lean company. Biesse, azienda snella e veloce, racchiude questi elementi nel DNA del Gruppo, dimostrando nel tempo di possedere la formula vincente. Così ci spiega il direttore Risorse Umane Fabio La Cava.
Uno dei principali volani del cambiamento risulta essere l’HR. Perché lo considerate determinante per il successo aziendale?
La nostra macchina perfetta è l’uomo. Il patrimonio è costituito da circa 2.500 persone che lavorano negli stabilimenti produttivi e nelle filiali in tutto il mondo, è fattore critico di successo che ha portato il Gruppo Biesse ai massimi livelli nel suo settore. L’azienda investe costantemente risorse nella formazione di ogni singolo dipendente, e nella ricerca di soluzioni in grado di garantire la migliore qualità della vita lavorativa, sicura che ogni singolo individuo costituisca un potenziale di grande valore.
Quanto conta l’esperienza Universitaria?
La scelta tra un candidato diplomato e laureato è dettata generalmente dalle caratteristiche della posizione ricercata, dalle competenze tecniche e dall’esperienza che il ruolo richiede. Non rappresenta quindi fattore di discriminazione, così come non lo è assolutamente l’Università di provenienza. Direi, invece, che per profili giovani focalizziamo l’attenzione soprattutto sulle capacità personali. Costituiscono, quindi, elemento di preferenza skill quali la determinazione, l’entusiasmo, la curiosità, l’approccio concreto e proattivo e la voglia di mettersi in gioco e l’attitudine a lavorare in team.
Biesse Corporate School è la scuola di formazione all’interno della Direzione Risorse Umane. Quali sono le principali sfide formative per la vostra realtà?
La sfida consiste nel contribuire al successo del gruppo, attraverso lo sviluppo delle competenze e la diffusione delle buone prassi e dei valori aziendali. Per il gruppo Biesse, vengono progettati e realizzati programmi di formazione in tre settori principali: sviluppo delle capacità manageriali e di leadership, rafforzamento delle competenze tecniche delle diverse famiglie professionali e formazione permanente di tutti i dipendenti nelle abilità di base, come la conoscenza dell’Inglese e l’uso del computer.
Capitolo tirocini aziendali: come vi muovete in questo campo?
Secondo noi, una delle leve del successo di un tirocinio è il focus particolare che si ripone nel training iniziale, nel programma di formazione continua e incontri in itinere con HR e tutor aziendale per monitorare lo stato di avanzamento del progetto e le conoscenze acquisite durante il periodo. Un esempio di progetto per neo laureati in ingegneria è il nostro vivaio service, che sta terminando con successo la prima edizione. Si tratta di un percorso strutturato di formazione teorica e on the job volto a formare una figura innovativa di ingegnere del post vendita. Giovani che apprendono tutti i segreti delle nostre tecnologie industriali per poter gestire l’avviamento e la manutenzione degli impianti presso i clienti in tutto il mondo.
Infine, quali sono i profili che state ricercando attualmente?
Anche se ci troviamo in un momento congiunturale economico piuttosto difficile prendiamo positivamente in considerazione candidature spontanee che verranno poi valutate quando si apriranno posizioni in linea con il loro profilo. Attualmente, nell’ottica di potenziamento della struttura worldwide dell’area Service e di quella dedicata alla Lean Organization, stiamo ricercando professionalità che possano ricoprire rispettivamente il ruolo di Spare Parts Manager (Supply Chain) e di Lean Production Engineer.

Total
0
Shares
Lascia un commento
Previous Article

Unicam, a lezione di rischio sismico

Next Article

L’Alma Mater si mette a dieta

Related Posts
Leggi di più

Giovani italiani divisi tra Neet e piccoli imprenditori: in entrambi i campi abbiamo il record europeo

Rilevazione di Confartigianato sulla situazione lavorativa dei giovani nel nostro Paese. Ci sono 123.321 imprese artigiane con a capo un under 35 ma il rovescio della medaglia è rappresentato dal 23% dei ragazzi tra i 15 e i 29 anni che non studia e non lavora. In Campania e in Calabria sono 1 su 3. "Le aziende fanno fatica a trovare lavoratori con competenze digitali e green".
Leggi di più

Erasmus+, un partecipante su tre trova lavoro all’estero dopo il tirocinio

I dati di un'indagine svolta dall’Agenzia nazionale Erasmus+ evidenziano come oltre il 30% dei partecipanti ai programmi di formazione fuori dai confini italiani alla fine del percorso siano riusciti ad inserirsi nel mondo del lavoro dei paesi ospitanti. Quest'anno sono già 457 i progetti di mobilità individuale ricevuti.
Leggi di più

Alternanza scuola-lavoro, in Puglia boom di infortuni per gli studenti: 4500 in un anno

Fanno ancora discutere i numeri dei progetti PTCO che dovrebbero garantire percorsi di formazione all'interno delle aziende per i ragazzi che frequentano gli ultimi anni delle scuole superiori. In Puglia le denunce di infortuni che hanno riguardato studenti nel 2019 sono state 4500, il 4,5% del totale nazionale. Intanto domani il presidente Mattarella incontrerà i genitori di Lorenzo Parelli, lo studente morto durante il suo ultimo giorno di stage.