All’ Università di Perugia il progetto innovativo di cura del linfoma di Hodgkin

Linfoma di Hodgkin

Al Dott. Vincenzo Perriello 100 mila euro per sviluppare un progetto innovativo di cura dei linfomi con cellule CAR-T 

L’Università degli Studi di Perugia al lavoro per mettere a punto un’innovativa terapia genica con cellule CAR-T, ossia cellule del sistema immunitario geneticamente manipolate per distruggere in maniera selettiva le cellule tumorali. 

Nel corso dell’ultima riunione nazionale della Fondazione Italiana Linfomi (FIL), infatti, il Dott. Vincenzo Perriello, ricercatore ematologo presso il Dipartimento di Medicina e Chirurgia dello Studium è stato premiato con un finanziamento di centomila euro relativo al “Bando per Giovani ricercatori” della FIL.

Il progetto verte sull’impiego di un prototipo maggiormente innovativo di cellule CAR-T, denominate CAR-CIK, per il trattamento del linfoma di Hodgkin, uno dei tumori più frequenti nell’infanzia e nel giovane adulto.

Linfoma di Hodgkin

Questo tipo di linfoma è guaribile in una elevata percentuale di casi utilizzando chemioterapia e radioterapia, ma una quota di pazienti purtroppo soccombe ancora per la malattia. A differenza di altri tipi di linfoma, le cellule CAR-T, si sono finora dimostrate scarsamente efficaci nel linfoma di Hodgkin a causa dell’effetto immunosoppressivo del microambiente in cui le cellule maligne proliferano.

La ricerca andrà a valutare una strategia di ingegneria genetica mirata ad attaccare il tumore e dall’altro a neutralizzare PD-L1. A tal fine, verranno costruite cellule CAR-CIK in grado di aggredire due bersagli allo stesso tempo: il CD30 espresso dalle cellule maligne e la molecola PD-L1 da neutralizzare.

“Questo studio – sottolinea il Dott. Perriello – potrebbe consentire di avere un’arma terapeutica in più per i pazienti colpiti da linfoma di Hodgkin che falliscono le terapie finora a disposizione”. Il progetto CAR-CIK si andrà ad integrare con un altro approccio di terapia di precisione del linfoma di Hodgkin, ideato dal Prof. Brunangelo Falini e dal Prof. Enrico Tiacci e supportato da finanziamenti della Fondazione AIRC (Associazione Italiana Ricerca sul Cancro), approccio che si basa sull’impiego di farmaci intelligenti diretti contro le lesioni genetiche di questa malattia, in precedenza identificate mediante sequenziamento del genoma.

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