2008: meno laureati, più fuoricorso

gli_studenti2.jpgLa crisi ha investito in pieno anche il mondo accademico: lo confermano i dati. Cresce il numero degli universitari fuoricorso, tanto che in questa condizione si trova ormai quasi un corsista su due: su oltre 1 milione e 776 mila studenti iscritti all’attuale anno accademico ben 831 mila sono in ritardo rispetto alla normale “tabella di marcia”. Il dato è stato reso noto dal Miur (Ministero di Istruzione, Università e Ricerca) attraverso l’annuale rilevazione statistica degli iscritti e dei laureati.
Pochi “regolari”. Attualmente risultano quindi in regola soltanto 945 mila studenti: gli altri (ben il 47%) sono fuoricorso. Una percentuale che, tranne qualche lieve scostamento, è salita vertiginosamente di anno in anno. Meno di trent’anni fa, nel 1980, la quota di “ritardatari” era solo del 30%: in pratica soltanto uno studente su tre era in ritardo con gli studi. All’inizio dell’istituzione del nuovo modello “3+2”, nel 2000, i fuoricorso erano già saliti al 44%. Ora sono praticamente la metà della popolazione studentesca che anima le facoltà: addirittura 47 su cento.
Meno neodottori. E poiché aumentano i fuoricorso, è ovvio che di conseguenza si riducano i laureati: rispetto al 2007 la flessione è stata del 2%. Nel 2008 sono stati in 293 mila a raggiungere l’agognato titolo accademico; nell’anno precedente 299 mila, quasi 6 mila in più.
Calo degli iscritti. È la prima volta, dopo diversi anni, che il numero di laureati subisce una riduzione. Nell’ultimo periodo l’Italia si era infatti caratterizzata per un costante aumento di neodottori: basti pensare che nel 2000 erano stati appena 160 mila. Tra le facoltà con meno iscritti che arrivano alla mèta ci sono Medicina, Veterinaria e Giurisprudenza e Scienze della Formazione: hanno subito cali di laureati tra il 7 e il 5%.
Facoltà ostiche. Il ministero ha anche diramato la lista delle facoltà più difficili e che quindi necessitano di maggiore impegno e tempo: non sorprende che le bocciature fiocchino ad Ingegneria, tradizionalmente selettiva, ma lascia perplessi che un alto numero di studenti fuoricorso sia iscritto a corsi umanistici come quelli di Psicologia, Lettere-Filosofia e Scienze politiche. Gli iscritti a Medicina e Farmacia riescono invece quasi sempre a laurearsi nel tempi stabiliti.

Manuel Massimo 

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